Presentazione Ferrara Buskers Festival 2012

http://www.ferrarabuskers.com/wp-content/uploads/tangoargentino-202x300.jpgBuskers Festival compie 25 anni, un anniversario che merita di essere adeguatamente celebrato, perché
si tratta pur sempre di un quarto di secolo e di una storia che poche altre iniziative culturali possono vantare, a testimonianza di un percorso per niente effimero, che con il suo successo ha fatto
nascere un vero e proprio settore (oggi si contano circa 200 iniziative dedicate all’arte di strada sul territorio nazionale), riuscendo, allo stesso tempo, a far conoscere a milioni di persone una città di grande fascino che è diventata importante meta turistica. Il dato statistico dice che ogni anno una percentuale prossima al 30% degli spettatori proveniente da altre province scopre Ferrara proprio
grazie al Festival, dovrebbe convincere anche i più scettici del ruolo strategico di questa manifestazione nella valorizzazione della città e della sua vocazione al turismo culturale.
Questa edizione del Festival ha individuato due importanti temi sui quali improntare la scelta dei gruppi da una parte e le modalità di organizzazione e fruizione del festival dall’altra: l’Europa e la sostenibilità. L’Europa è un tema caldo, che divide e appassiona. Noi ci siamo subito schierati.
Vogliamo più Europa, ma vogliamo un Unione Europea che sappia coniugare responsabilità e solidarietà, che sappia valorizzare ciò che ci unisce, piuttosto che ciò che ci divide, che trovi la strada per
far crescere una nuova leadership, capace di pensarsi come leadership europea e non come semplice portatrice di interessi regionali. Non spaventa una più decisa cessione di sovranità, spaventa piuttosto la mancanza di un progetto di ampio respiro. Dove, anzi, quello che viene paventato come ricetta miracolistica è una riduzione dei diritti, uno smantellamento dello stato sociale e una ridotta attenzione nei confronti dell’ambiente. Sarebbe come dire che l’Europa per salvare se stessa, debba
perdere se stessa, rinunciando alla sua storia e al suo ruolo nel mondo. Più Europa, dicevamo, ma anche più innovazione, più ricerca, più cultura. La cultura incluso quella popolare, di cui l’arte
di strada è espressione , può avere un ruolo fondamentale nel liberarci da un destino di consumatori compulsivi e spesso frustrati, nel liberarci dall’accerchiamento congiunto presentazione 6 dell’adesione acritica e dell’avversione pregiudiziale (che sono figli della stessa madre il rifiuto per la conoscenza), nel modificare un sistema di valori per cui conta di più una velina che una ricercatrice,
dove il ricco e famoso viene osannato, indipendentemente da come ha costituito il proprio patrimonio e la propria fama, dove il tutto e subito va a discapito delle future generazioni. La nostra attenzione nei confronti delle future generazioni passa invece attraverso Il Progetto EcoFestival (descritto altrove
con maggior dettaglio)che vuole ridurre lo spreco nell’organizzazione e fruizione della manifestazione, attraverso azioni dichiarate, misurabili e certificate (Bureau Veritas ci ha rilasciato un attestato che comprova per il 2011 la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto realizzato in materia di
sostenibilità). Il Progetto Ecofestival muove dalla convinzione che ognuno debba fare la propria parte e che una manifestazione con il seguito del Ferrara Buskers Festival abbia grandi responsabilità e obblighi che non possono ridursi alla realizzazione di una grande e bellissima festa. Fa piacere
ricordare, in questo contesto, che l’arte di strada, grazie alla sua “leggerezza”, particolarmente valorizzata da questa manifestazione con una adesione totale all’originale spirito del busking, è la forma di spettacolo dal vivo in assoluto più sostenibile che ci sia, in quanto non richiede
palchi, americane di luci, transenne, platee e potenti impianti audio. Un terzo tema ha fatto irruzione
fragorosamente e inaspettato sulla scena della 25esima edizione del Festival: il terremoto, con la sua scia di vittime, danni e ferite, visibili e invisibili. Al di là della contribuzione (che confidiamo
generosa) che chi vuole potrà dare attraverso il progetto “il Grande Cappello” (realizzato in collaborazione con Ibo Italia) per aiutare a riaprire le scuole di sei comuni dell’alto ferrarese e il Teatro Comunale di Ferrara (scelte non casuali), il più grande aiuto che gli spettatori del Festival potranno dare a questa città è la loro presenza numerosa, e, come sempre, festosa. La festa quest’anno
assumerà un significato speciale. Sarà una testimonianza di vicinanza, una condivisione di allegria, che ha il sapore del ritorno alla normalità. Europa, ambiente, terremoto. In fondo la considerazione di queste tre questioni producono una sola convinzione: “nessuno si salva da solo”, che è il titolo di un noto romanzo, ma soprattutto un destino che ci accomuna.
La chiusura è rituale: buon divertimento a tutti.
Luigi Russo
Direttore organizzativo
Fonte: http://www.ferrarabuskers.com/area-stampa/presentazione-festival-2012

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