Prima nazionale per Francisco Zurbarán: Sublime ed essenziale: a Ferrara il maestro del Seicento spagnolo

http://www.estense.com/wp-content/uploads/2012/07/zurbaran.jpgPer la prima volta in Italia Francisco Zurbarán, uno dei massimi pittori del Seicento spagnolo. La programmazione di Ferrara Arte prevede, per l’autunno della stagione 2013-2014 un’appuntamento di rilievo internazionale, organizzato in collaborazione con il Bozar di Bruxelles.

Dal 14 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 Palazzo dei Diamanti ospiterà il naturalismo asciutto e monumentale di Zurbarán. Il pittore, nato nel 1598 e morto nel 1664, visse la Spagna  di Velázquez e Murillo.  Conobbe una straordinaria notorietà per la sua capacità di interpretare il fervore religioso della sua epoca con immagini quotidiane e sovrannaturali, intime e grandiose. In seguito, il suo astro si è in parte offuscato. Solo a partire dall’Ottocento la sua statura artistica ha riconquistato il pieno riconoscimento: generazioni di artisti, dai romantici ai maestri del primo Novecento, hanno tratto ispirazione dalla sua arte sublime ed essenziale e, in tempi più recenti, studi autorevoli e prestigiose esposizioni internazionali hanno riaffermato il suo fondamentale contributo alla storia dell’arte barocca e la potenza di una pittura che non cessa di stupire.

La monografica ferrarese sarà un’importante opportunità per approfondire la conoscenza di questo indiscusso maestro. Una selezione di capolavori provenienti da musei e collezioni private europei e americani ripercorrerà tutta la sua carriera. Dalle opere con le quali il pittore si affermò sulla scena sivigliana, segnate dal luminismo drammatico e contrastato dello stile caravaggesco, alle tele successive al soggiorno madrileno e al contatto con Velázquez, dove invece prevalgono atmosfere più chiare e scorci sul paesaggio. Appare costante, nell’opera di Zurbarán, l’abilità nel definire i volumi nello spazio, l’incidenza della luce e le proprietà dei materiali, così come l’attitudine a mettere da parte le convenzioni prospettiche e retoriche giungendo a penetrare profondamente la realtà e l’essenza delle cose.

Il percorso espositivo, scandito da sezioni cronologico tematiche, metterà in evidenza la forza delle sue invenzioni e la sua capacità di rileggere in forme moderne i soggetti tradizionali: visioni estatiche e rappresentazioni mariane, soggetti mitologici, nature morte e scene quotidiane.

Dopo l’approfondimento su Mirò organizzato assieme al Thyssen Bornemisza, dopo l’antologia itinerante su Chardin – allestita prima a Palazzo Diamanti e poi al Prado di Madrid, dopo  mostra dedicata ai “Giardini di luce” del simbolista Joaquín Sorolla, continua dunque il sodalizio che già da anni lega la proposta culturale ferrarese ai più importanti artisti della storia dell’arte spagnola.

Fonte: http://www.estense.com/?p=233223

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