Profuma di limoni, la poesia del Garda

Pubblicato il da oleg

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/04/04/Speciali/Foto/RitagliWeb/BER9566(1)--330x185.jpgIl lago amato da D’Annunzio e Catullo, riserva sorprese per chi ama l’arte classica, i vini e la buona tavola.

Rosalba Graglia

Il parco più bello d’Italia secondo il Fai (eletto lo scorso ottobre, e «in carica» per tutto un anno) si trova sul Garda. E in questo 2013 è doppiamente famoso, visto che si tratta del parco del Vittoriale, luogo deputato delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di D’Annunzio e i 75 dalla morte. Lui, il Vate, si è spento proprio qui, nella villa che è solo un tassello della cittadella monumentale creata per autocelebrare «una vita inimitabile», e qui è sepolto, nell’ altrettanto grandioso mausoleo che domina il lago. Il parco e i giardini sono costellati di cimeli storici, e c’è un angolo - riaperto proprio ora per le celebrazioni, dopo un lungo lavoro di recupero - che ha ritrovato la sua selvaggia bellezza naturale. È il Laghetto delle Danze, dove confluiscono le acque della Valletta dell’Acqua Pazza e dove è rinata la vegetazione originaria.  

Facile qui, nel microclima del lago, dove i giardini scenografici sono la regola. E dove crescono gli ulivi, prosperano le vigne e maturano persino i limoni. Per scoprire questa bella mixité di territorio, di cultura e di gusto, c’è un percorso su misura, la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, lungo la costa bresciana. Un itinerario che segue la Gardesana occidentale e attraversa borghi fascinosi, qualcuno famoso, tutti con i ritmi rilassanti della vita sul lago. Sirmione con la villa «di Catullo» e il Castello Scaligero, tutto torrette e merlature, Desenzano, che nella chiesa conserva un’ Ultima cena del Tiepolo, Manerba con la Rocca, e poi San Felice, Salò, Gardone, e la Riviera dei Limoni: Maderno, Gargnano, Tignale e Limone dove, merito del clima e di una proteina della longevità scoperta negli abitanti, si campa fino cent’anni. Un nome un destino, è proprio a Limone che si vedono le limonaie più belle del Garda. Muraglie di pietra che sembrano resti di antiche fortezze, e filari di pilastri come menhir preistorici allineati verso il lago. I limoni sarebbero arrivati qui nel XIII secolo, dalla Liguria, portati dai monaci, ma è dal ’700 che Limone diventa «il paese del limoni». La Limonaia del Castèl, la più grande, 1633mq, inizi del XVIII secolo, è stata restaurata e aperta alle visite, e produce limoni e altri agrumi, anche da acquistare. E a Tignale, una dozzina di km più a Sud, è stata recuperata la limonaia di Prà de la fam, del 1754, dove maturano (pochi) preziosi limoni. 

Limoni che convivono in armonia con olivi centenari. Sulla costa occidentale si concentra il maggior numero di produttori dell’ extravergine dop del Garda, delicato, fruttato, dal retrogusto di mandorla e traboccante antiossidanti. Un olio antico. L’Aipol, l’associazione dei produttori olivicoli lombardi, ha recuperato lo splendido uliveto storico delle Grotte di Catullo a Sirmione, XII secolo, 1500 ulivi, e la cooperativa sociale La Cascina di Desenzano ha messo in commercio il primo extravergine, in attesa della dop come «olio di Catullo». Un celebrato olio biologico e l’olio dagli ulivi secolari del Vittoriale (in bottiglie con frase ad hoc del Vate) sono prodotti dalla Cooperativa Turnaria nel Parco dell’Alto Garda a Tignale, 6 frazioni, 1300 abitanti in tutto e “bandiera arancione del Touring” (come Gardone), il che la dice lunga sulla qualità della vita da queste parti. Lungo la Strada del Vini e dei Sapori altri frantoi, come Montecroce a Desenzano, Monestrini a Solano, la cooperativa di San Felice di Benaco aprono a visite, degustazioni, acquisti. 

E poi c’è il vino, che in questa zona di chiama Lugana ed è un bianco lacustre prezioso, che la leggenda vuole conosciuto già da Catullo, e famoso dal ‘600. Adesso si prova pure ad invecchiarlo: la famiglia Dal Cero, a Cà dei Frati, azienda nata nel 1782 a Lugana di Sirmione, propone un Lugana di 5 anni, che ha sentori di spezie e di frutta candita. E un paio di produttori, Roveglia nei «vigneti di Catullo» e Perla del Garda nelle colline moreniche alle spalle di Sirmione, creano un innovativo Lugana vendemmia tardiva.  

Vino, olio (e limoni) si ritrovano, va da sé, nei ristoranti del Garda, compagni perfetti dei pesci di lago. Così si gusta un “menù di lago” con la zuppetta di pesce e il filetto di coregone marinato al Pace di Sirmione, il carpaccio di trota e il coregone grigliato all’Osteria La Miniera di Tignale, le sarde di lago alla griglia all’Antica Trattoria alle Rose di Salò. Mentre la star del Garda, il carpione, un salmonide che vive solo in questi fondali, è diventato una rarità, presidio Slow Food. Difficile che un carpione capiti nelle reti della cinquantina di pescatori ancora in attività sulla sponda bresciana del lago: ma l’anno scorso i Frans, alias Dominici, dinastia di pescatori di Gargnano, ne hanno tirato su uno da 2,8 kg e un altro esemplare da record, quasi 3 kg, è stato pescato a Maderno. E sono finiti prima sui giornali e poi in padella.  

Fonte: www.lastampa.it