Promontorio di Portofino: in kayak da Punta Pedale a Cala degli Inglesi

  • oleg
  • Liguria

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/collaboratori/grandi/portofino-G.jpgLa canoa scivola veloce, il silenzio della natura incontaminata incombe, rotto soltanto dal rumore della pagaia sull’acqua, dallo stridio dei gabbiani, il profumo del mare che sale ogni volta che un’onda batte sugli scogli e un'esplosione di verde tutto intorno, gli alberi che sembrano tuffarsi negli abissi.

 

Pagaiare nelle acque del Promontorio di Portofino è una sensazione che ognuno vive a modo suo. C’è chi ne apprezza la pace, chi gode nell’ ammirare la ricchezza e la densità di specie faunistiche e floreali, chi rimane a bocca aperta di fronte alla storia specchiata sull’acqua: come l’abazia della Cervara e quella di San Fruttuoso o le torri erette per difendere il territorio dagli attacchi dei Pirati Saraceni. Nessuno, tuttavia, rimane indifferente di fronte allo splendore di questa terra, che trasuda dalla roccia, dove la natura ha dovuto lottare nei millenni per strappare alle asperità spazio per gettare le sue radici.

 

Kayaktramp è un'associazione che si occupa di ecoturismo in canoa e nasce con l’obiettivo di rendere le bellezze di quest’ area accessibili a tutti, con il mezzo che meglio lo consente e più ne rispetta la tutela. Tra le tante escursioni proposte da questi giovani pieni di entusiasmo e voglia di trasmettere l’amore per la loro terra, una in particolare merita di essere segnalata: Punta Pedale – Camogli, due giorni per abbracciare tutta l’AMP di Portofino (info: Luca 340 8796760, Federico 348 0596638).

 

Si parte alla mattina dalla sede dell’associazione situata presso Il Covo di Nord-Est: un caffè e un breve briefing durante il quale la guida illustra il programma e fornisce le indicazioni indispensabili, dopodiché ognuno inforca la propria canoa e si parte. Si costeggia fino a raggiungere la Sedia, un faraglione in conglomerato che segna un importante stacco geologico tipico del Monte.

Proseguendo sotto la falesia che sostiene il castello di Paraggi, si giunge all’omonima baia. Sul Lato Sud si trova la piccola insenatura di Niasca dov’è possibile fermarsi per una sosta e, per i più attivi, immergersi con maschera e pinne per esplorare i ricchi fondali e le particolari biocenosi presenti esclusivamente in questo particolare spot.

Dunque, nuovamente a bordo dei kayak, si riparte alla volta del Faro di Portofino che sovrasta imperioso la Punta del Faro, luogo in cui correnti e venti si incontrano, placidi e calmi d’estate, impetuosi d’inverno.

 

Superata la punta ci si addentra nella parte più suggestiva laddove la natura selvaggia diventa unica e assoluta protagonista. Qui si entra nella cosiddetta Zona B, ovvero luogo in cui le attività antropiche sono limitate ai fini di una corretta gestione dell’Area Marina e il Kayak diventa unico mezzo per godere appieno della fascia costiera.

Pagaiando tra grotte (dove è possibile entrare con i kayak), piccole insenature e scorci unici giungiamo a Cala degli Inglesi, una piccolissima baia dove il verde, più che altrove, si tuffa nel blu del mare. Su uno di questi scogli si potrà riposare, pranzare con la tipica focaccia di Recco, crogiolarsi al sole o immergersi nelle limpide acque, prima di intraprendere il ritorno verso Portofino e quindi Punta Pedale.

 

Questa escursione, della durata di una giornata, è alla portata di tutti, non è necessario essere canoisti né possedere una particolare prestanza fisica. Il tipo di sforzo è paragonabile a un trekking in pianura. Unico requisito: amare la natura e l’attività all’aria aperta.( Fonte: www.mentelocale.it/ Tratto da Blue Liguria/ Autore: Luca Tixi)

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog