Quei due castelli affacciati sull'autostrada

http://www.visitrovereto.it/public/image/castelli/castel%20beseno/Castel_Beseno_151.jpgViaggiando sull'autostrada A22 che porta in Alto Adige, capita sempre di vedere le sagome fuggenti di chiese e castelli. Ci si ripromette di fermarsi prima o poi a dare un’occhiata. Ma non si fa mai e si perde molto. La sagoma più invitante, vista dalla corsia Nord, è il castello di Avio, un po' dopo l’uscita di Affi. Vale la pena di imboccare l’uscita successiva, Ala-Avio, e inerpicarsi sulle stradine che portano al castello. Il maniero, coi suoi merli ghibellini, col suo alto mastio, con le lunghe cortine e la casa delle guardie è forte ed imponente. L’attrazione principale è custodita all’interno: le pareti ospitano cicli di affreschi a soggetto militare e cortese di pregevole fattura. Dalle torri si scorge un panorama sconfinato. Quello che incanta, nel castello che fu dei vescovi (conti) di Trento, è il modo con cui il Fai (Fondo Ambiente Italiano) lo custodisce. Ogni angolo è lindo e ben tenuto, le aiuole, i filari di viti, i prati, le siepi sono ordinati, tosati o potati di fresco. Il servizio ai visitatori impeccabile. L’illustrazione visiva del percorso esauriente. Un esempio da imitare per tutta l’Italia. Per informazioni: www.fondoambiente.it/beni/castello-di-avio-beni-del-fai.asp oppure tel.0464-684453. Uscendo a Trento Sud si può visitare un altro straordinario luogo fortificato: Castel Beseno. Candido come la neve, se ne sta appollaiato su un cocuzzolo che domina tutta la Vallagarina e in particolare l’autostrada del Brennero. In realtà, quando fu costruito in pietra bianca, in pieno medioevo, e quando fu rimaneggiato, a metà Cinquecento, doveva dominare le vie di comunicazione tra l’impero germanico e l’Italia, possente monito per chi volesse evitare il pagamento dei dazi. La fortezza è di dimensioni straordinarie ed è dotata di una duplice cerchia di mura e di tre bastioni per difendersi dai cannoneggiamenti. All’interno un vero e proprio paese, munito di tutto quello che serve per sostenere un assedio. Ci sono le cantine, i forni, il pozzo, le scuderie, le officine, un campo per i tornei, la residenza comitale. C'è la possibilità di chiudere gli occhi e vedere scorrere nella fantasia la vita di una fortezza medievale. C'è anche un museo che ospita reperti di storia militare e ci sono pure i resti di pregevoli affreschi. Per informazioni dettagliate: www.buonconsiglio.it, tel. 0464-834600.  La terza tappa da non mancare si trova a pochi chilometri dall’uscita Egna-Ora. E’ la chiesa di San Giacomo in Castelaz, a Tarmeno, uno dei capolavori del medioevo altoatesino, associata al circuito «I sentieri del cielo» (informazioni: www.tramin.com, 0471-860131). All’interno si trova un ciclo romanico di affreschi con il Cristo «in mandorla bizantina», e la rappresentazione dei dodici apostoli. Ai loro piedi un gruppo di figure enigmatiche e grottesche sul cui significato gli storici dell’arte stanno dibattendo da tempo senza risultato. Sulle altre pareti, opere di epoca gotica, tra cui primeggia il piccolo Davide che taglia la gola del gigante Golia con una spada gigantesca. Intorno, alcune delle più famose cantine d’Italia. Non a caso Tarmeno in tedesco si scrive Tramin. Come dire: il paese del gewurztraminer. Come dire: dal sacro al profano. Vale una sosta.
Fonte: www.gazzettadiparma.it

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