Rio: dopo le preghiere torna il divertimento - di Chiara De Carli

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1375259235902_0.jpgLa visita del Papa   ha messo Rio sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo. In verità la città è più conosciuta per il «divertimento» che per la fede. Flamengo, Botafogo, Copacabana, Ipanema e Leblon. A solo nominarle vengono in mente coloratissimi bikini, pelli abbronzate e lucidate dalle lozioni solari, coloratissimi cocktail dal profumo di frutti tropicali.
Sono le spiagge più famose del mondo. Sono le spiagge che, da nord a sud di Rio de Janeiro, dividono lussuosi palazzi dalle acque blu dell’oceano. A marcare il confine tra una città che brulica di vita e il bagnasciuga dove domina l’aria di vacanza c'è un’onda bianca e nera: il «calzadao», il marciapiede in pietre portoghesi disegnato da Burle Marx.
C'è chi va in bici, chi sui rollerblades, chi lo percorre a passo di corsa, chi lo usa per una passeggiata di chiosco in chiosco: 24 ore su 24, in una città che non dorme mai. Un luogo diventato ancor più familiare al mondo dopo che Papa Francesco ne ha fatto il cuore vivo della Giornata Mondiale della Gioventù, raccogliendo intorno a sé tre milioni di giovani. In barba all’umidità. Il grande appuntamento religioso è servito anche a sfatare la diceria che Rio sia una città pericolosa. La criminalità esiste. Ma, tutto sommato, né più né meno che in altre metropoli: basta prestare un po' di attenzione e non addentrarsi da soli nelle favelas. Inoltre Rio non è una città da visitare: è una città da vivere ed imparare a scoprire immergendosi nelle usanze locali. Ogni quartiere regala scorci suggestivi.
Il «meglio» non sono il Maracanà, lo stadio più grande del mondo, o la statua del Cristo Redentore, nati già per diventare simboli della città, ma i preziosi gioielli nascosti negli angoli più in ombra. Lasciate dunque in hotel tutte le cose senza le quali potete vivere,  calzate un paio di infradito, mettete in tasca qualche spicciolo e una cartina e sarete pronti per diventare «carioca per un giorno».
In centro merita una visita il Monastero di San Benito: in stile barocco e dagli interni totalmente dorati. Se siete fortunati, potete capitare qui durante la celebrazione della Messa, animata da canti gregoriani.
Sempre in centro, nel quartiere di Lapa, non si può perdere la Scalinata Selaròn: 250 gradini rivestiti da oltre 2000 piastrelle giallo-verdi provenienti da tutto il mondo. Sarebbe come andare a Roma e non vedere la Fontana di Trevi. Se andate al Corcovado, passate da «Largo do Boticario»: piccola piazzetta molto caratteristica che vi ruberà il cuore. Un volo in parapendio? Fatelo dal Pan di Zucchero. Volete avvistare qualche vip? Ci sono buone possibilità sulla spiaggia di Pepe. Vi piace la cucina locale? Imparate a preparare i piatti con i corsi rapidi che si tengono in città (www.cookinrio.com). E se non volete avere una meta, affidatevi agli autisti dei bus: saltate sul primo che passa e fate il biglietto, poi vi dirà lui dove scendere per vedere il (suo) meglio di Rio. E per tornare? Saltate su un bus, comprate il biglietto e chiedete all’autista. E’ il Brasile, bellezza.
Fonte: www.gazzettadiparma.it

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