Roma al tempo di Caravaggio 1600 - 1630, a Palazzo Venezia- Roma

http://www.italica.rai.it/immagini/arte/roma_tempocaravaggio1600_1630/caravaggio_loreto.jpgFu il Giubileo del 1600 che sancì solennemente la rinascita di Roma, prostrata nei decenni precedenti da calamità di ogni tipo: povertà, carestia, pestilenze, Riforma luterana e guerre, culminate in quell' evento apocalittico che fu l'invasione dei Lanzichenecchi. Grazie alla vasta e multiforme controffensiva della Controriforma, la Chiesa cattolica aveva allontanato il grande spauracchio luterano e riconquistato il proprio predominio spirituale. Roma tornava ad essere la capitale culturale d’Europa. Migliaia di artisti provenienti da tutta Italia ma anche da Spagna, Francia, Germania, Fiandre, Paesi Bassi approdarono nella Città Eterna attratti dalle ricche committenze ecclesiastiche. Durante i pontificati di potentissimi uomini di grandi casate come Clemente VIII Aldobrandini, Paolo V Borghese, Gregorio XV Ludovisi, Urbano VIII Barberini, l’arte venne investita di una missione propagandistica conribuendo, accanto alla religiosità e alla giustizia popolare (in quello stesso 1600, si consumarono, nel breve lasso di tempo di cinque mesi, due esecuzioni esemplari che scossero la città intera: quella di Beatrice Cenci e quella di Giordano Bruno), a disegnare l'immagine di Roma città santa. L’Urbe divenne una straordinaria fucina in cui artisti di formazione, lingua e cultura diverse lavorarono fianco a fianco scambiandosi soluzioni tecniche, esperienze, modelli stilistici e iconografici, dando avvio alla più straordinaria rinascita artistica della Città eterna, i cui esiti sarebbero stati percepiti in tutta Europa fino alla fine del XVII secolo. Fu questa la città in cui arrivarono, nel 1595, due fuoriclasse come Caravaggio e Annibale Carracci. Tra il giovane lombardo giunto senza uno scudo, solo, con pochissime amicizie in una città in cui era importante averne e il più maturo bolognese, invitato da Odoardo Farnese ad affrescare il piano nobile del palazzo di famiglia e celebrato come maestro si delineò presto un agguerrito confronto di estetiche. Da un lato Caravaggio, scandaloso pioniere del principio di realtà, inventore di uno stile naturalistico talmente spinto da risultare rivoluzionario, dall’altro Carracci, artefice di una pittura classicista di ispirazione raffaellesca, basata sulla rappresentazione di una realtà idealizzata. Intorno a queste due figure e alla loro pittura ruota l’affollata scena dell’arte romana tra il 1600 e il 1630. Gli Stati delle anime testimoniano infatti la presenza di duemila artisti nella città dei papi nei primi trent’anni del XVII secolo che si mossero sulla scia degli insegnamenti dei due maestri, scomparsi precocemente e in stretta successione: nel luglio 1609 Carracci a quarantanove anni, e nel luglio 1610 Caravaggio, a trentotto. A questo ricco panorama artistico, spesso oscurato dalla figura di Caravaggio (e di Carracci), è dedicata un straordinaria mostra allestita a Palazzo Venezia a Roma che restituisce visibilità alle imprese dei compagni di strada del genio lombardo.
In mostra oltre centoquaranta dipinti, in gran parte provenienti dalle chiese, che sfilano in uno spettacolare scenografia di altari, a ricostruire la stessa collocazione per la quale furono progettati. Il percorso offre soprattutto la straordinaria occasione di vedere affiancate, nella prima sala dell'esposizione, le due Madonne di Loreto dipinte entrambe tra il 1604 e il 1605, l'una da Caravaggio (ora nella Chiesa di Sant’Agostino a Roma), l'altra da Annibale Carracci (ora a Sant'Onofrio al Gianicolo). Le due Madonne di Loreto sono paradigmatiche degli opposti modi di dipingere dei due maestri: in quella di Annibale la Madonna, di una bellezza idealizzata come si conviene al divino, è al centro della scena, illuminata da una luce universale e circondata da angeli chiaramente memori di Raffaello; in quella del Merisi il centro della scena è vuoto e i due gruppi di personaggi si addensano ai lati: a destra della tela due pellegrini sporchi e laceri, sul lato opposto, in piedi sulla soglia di casa la Vergine con il bambino investita da una luce che ne esalta la sensualità. Da queste due opere parte la storia della mostra, che si dipana tra gli allievi bolognesi di Annibale (Guido Reni, Domenichino, Albani, Lanfranco), i cosiddetti riformati toscani (Passignano, Fontebuoni, Ciampelli, Bilivert), i grandi favoriti delle committenze papali Baglione e Cavalier D'Arpino che tentarono in ogni modo di aggiornarsi per non perdere la supremazia, e l'ondata dei caravaggeschi (Orazio e Artemisia Gentileschi, Carlo Saraceni, Orazio Borgianni, Bartolomeo Manfredi) che si rinnova per tre decadi e alla fine si scioglie nel barocco, sponsorizzato da Urbano VIII per celebrare il trionfo della Chiesa Cattolica sull'eresia luterana. Tra i capolavori dei seguaci di Carracci in mostra spiccano “San Pietro liberato dal carcere da un angelo”, olio di grandi dimensioni, dipinto dopo il 1604 da Domenichino; “La Vergine col Bambino sulle nuvole con i Santi Borromeim Caterina d’Alessandria e Agostino” del1616.17 del Lanfranco; la pala con il “Martirio di Santa Caterina” dipinta tra il 1604-1606 da Guido Reni. Dei caravaggeschi è possibile ammirare la stupenda pala raffigurante “San Michele arcangelo e il diavolo” (1608) di Orazio Gentileschi, e di sua figlia Artemisia appena diciassettenne “Susanna e i vecchioni” (1610), uscito in via eccezionale dal castello bavarese di Weissenstein; e un'”Ultima Cena” di Valentin, con inquietante vassoio sulla tavola davanti a Cristo, che contiene il corpo scuoiato di un mustelide, forse una donnola. Il percorso si chiude con un'opera che sintetizza lo stemperarsi del naturalismo caravaggesco nel classicismo bolognese-emiliano: l'”Allegoria dell'Italia” dove il francese Valentin, tra il 1627 e il 1628, mette le istanze caravaggesche al servizio della spettacolarità barocca.
Da segnalare infine l’eccezionale presenza in mostra del “S.Agostino”, recentemente attribuito a Caravaggio e oggetto di un vivace dibattito.
Informazioni
Roma, Palazzo Venezia
dal 16 novembre 2011 al 5 febbraio 2012
Orari: tutti i giorni 10,00 -19,00
Lunedì chiuso
Aperture straordinarie: lunedì 26 dicembre; lunedì 2 gennaio
Biglietti: intero, euro 10,00; ridotto, euro 7,00
( Fonte: http://www.italica.rai.it/scheda.php?scheda=roma_tempocaravaggio1600_1630&cat=arte)

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