Saas Fee, la perla delle Alpi Svizzere

http://ts4.mm.bing.net/images/thumbnail.aspx?q=1648367569367&id=c6bb55060e20b31c4834f61e94080765Bisogna infilarsi fino ai confini dell’Alto Vallese per scoprire la valle di Saas, o Saastaal, come viene chiamata nel dialetto alemanno di questa parte del Cantone. Arrivati a Losanna, un treno interregionale porta i viaggiatori fino a Viège, in 40 minuti, prima di dare il cambio ad una corriera postale per 50 minuti panoramici: benvenuti in Svizzera, coperta da una fittissima rete di trasporti pubblici, la cui precisione dà le vertigini quanto i tornanti e le pareti a picco del percorso!

Uno scrigno di vette alte più di 4.000 metri
All’orizzonte si profilano diciotto vette che superano i 4.000 metri: il comune di Saas-Fee, con i suoi vicini, Saas-Grund, Saas-Almagell et Saas-Balen, ne annovera ben tredici. La loro costellazione a forma di conchiglia gli è valso il soprannome di «Perla delle Alpi». Quando si alzano gli occhi al cielo, ecco  il Dom, la più alta montagna della  Svizzera, che partecipa a questo gioco di specchi a 4.545 metri di altitudine. Se si sale con la funivia fino a 3.000 metri, ecco il ghiacciaio del Felskinn che ostenta le sue pareti di madreperla. 500 metri più in su, con una folgorante ascensione in un’ inedita metropolitana alpina, il Mittelallalin moltiplica le prospettive. Mentre la più grande caverna di ghiaccio del mondo sprofonda nelle vene azzurrine della catena dei Mischabels, un ristorante rotante abbraccia le Alpi bernesi e grigionesi, e a volte, quando c’è grande visibilità,  fa l’occhiolino alla metropoli milanese.
Con partenza da Saas-Grund, dopo un collegamento in teleferica, la stazione a monte di Hohsaas permette di camminare in mezzo a questa immensità naturale. A 3.142 metri, il sito chiude un circuito che ne annovera 18, quanti sono i  “4.000” . Di tumuli in sculture, ogni tappa presenta le particolarità della sua roccia  sommitale e racconta la prima ascensione, all’incrocio di storie vertiginose…
Un trampolino per campioni
Con comprensori sciabili aggrappati a 3.600 metri e un centinaio di cannoni che costellano le piste (fuoripista), l’innevamento è garantito quasi tutto l’anno. Al punto che gli appassionati possono praticare lo sci durante l’estate, su venti chilometri di piste. Il multi campione del mondo Pirmin Zurbriggen, nativo della valle, aveva quindi molte probabilità di successo sin dalla più tenera infanzia! Sulle sue tracce, numerosi atleti internazionali fanno di Saas-Fee e la sua valle il loro campo di base per allenarsi in vista delle competizioni invernali. D’estate, sono gli snowboarder a darsi appuntamento sul Super Pipe dello Snowpark Allalin.
Ma i 100 chilometri di piste accolgono volentieri i principianti, di tutte le età: fino ai 9 anni, lo ski pass è gratuito mentre un’etichetta di qualità garantisce alle famiglie   un’ottima accoglienza. Dall’hockey al carving, dallo sci di fondo al pattinaggio, gli sport di scivolamento si declinano per tutti i gusti, fino ad una pista di slittino fra le più lunghe d’Europa: con partenza da Kreuzboden, sensazioni forti e tante risate si susseguono per 11 km. Un altro must della valle, una via ferrata fa il ponte fra Saas-Fee e Saas-Grund, con una possibilità debitamente inquadrata di superare questa gola alpina by night: doppiamente impressionante!
Un’autenticità sostenibile
Dopo l’aria pura delle montagne, l’aria pura del villaggio: vietata alle auto, Saas-Fee attraversata da bus navette elettrici. Passeggeri con i loro bagagli, sportivi con il loro materiale: il trasporto è gratuito dalla stazione postale agli impianti di risalita meccanici e agli alberghi. Da pioniere, il comune  ha anche attrezzato tutti i camini di filtri antiinquinamento e ottimizza lo smaltimento dei rifiuti. Si aggiunga a ciò dei pannelli solari che beneficiano di un soleggiamento generoso e delle dighe idrauliche d’avanguardia: le energie rinnovabili stanno per soddisfare i bisogni elettrici del villaggio, a cui contribuiscono già per metà.
«Una gestione globale delle questioni ambientali, una compensazione delle emissioni di carbonio se necessario: ci vuole disciplina per salvare il pianeta», sorride Beat Anthamatten, titolare dell’albergo Ferien Art. Certificato “Minergie”, ricompensato con il premio svizzero dello sviluppo sostenibile, questo primo cinque stelle verde d’Europa punta molto sull’autenticità del suo confort, a immagine di un villaggio che ha saputo conservare la sua architettura tradizionale. Mentre i bar dopo-sci assicurano una nota contemporanea, degli eleganti chalet  fiancheggiano tipici granai vallesani, chiudendo la porta alla cementificazione intensiva. Oltre ai pascoli per il bestiame, etimologia rispettiva di Saas e Fee, l’agricoltura richiedeva questi granai abitabili, sostenuti da lastre in pietra per proteggersi dai roditori. In mano a proprietari privati, sono classificati, quindi preservati.
Il buon gusto del Vallese
Con 74 vitigni di cui 22 autoctoni, 5.000 ettari di vigne e un terzo della produzione del Paese, il Vallese è il primo Cantone viticolo della Confederazione svizzera. Humagne, Petite Arvine, Amigne, Fendant per non dire Chasselas, Cuvée Blanche: nella cantina del Fletschhorn WaldHotel, incoronato «Best award of excellence» dalla rivista Wine Spectator nel 2008 e nel 2009, il sommelier Jérôme Hinterman ha la facondia inebriante! « Noch ein Schluck ? » («Ancora un sorsetto?»). Parlando in un francese piacevole quanto il suo tedesco e i suoi AOC (DOC),  propone di degustare una delle 45.000 bottiglie di questa cantina, mettendo a loro agio i meno intenditori di fronte alle 1.150 referenze sulla carta dei vini. E ai fornelli del ristorante è la stessa storia! In tutta semplicità, lo chef Markus Neff fa raggiungere livelli altissimi alla cucina vallesana, generosa quanto raffinata. Ne condivide le ricette, con il suo amore dei prodotti e dei produttori locali, nel suo libro: Haute montagne et haute cuisine (ed. AT Verlag). Com’è l’atmosfera del Relais & Château, faccia a faccia con una sfilza di 4.000 metri? Felpata quanto il sentiero che gli sta davanti, ovattato di neve, quando non è tappezzato di aghi della foresta di larici più alta delle Alpi.( Fonte: www.viamichelin.it)
Autore: Anna- Laure Murier
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