Saintonge, la terra delle chiese e del cognac - di Paolo Borelli

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1381329620482_0.jpgSaintes: duemila anni di storia. Questo lo slogan dell’ufficio turistico della città francese, capoluogo della Saintonge, un comprensorio la cui ragione toponomastica deriva direttamente dal centro principale, geograficamente collocato nel sud-ovest della Francia e più precisamente nel dipartimento della Charente Marittima, affacciato sulla Gironda e sull’Atlantico. Quello che promettono le guide turistiche non è la solita frase ad effetto per attirare i visitatori, ma corrisponde a verità. La città e il territorio hanno conosciuto la dominazione celtica: Saintes fu la capitale dei Santones, una ricca tribù gallica, che a seguito della conquista romana avvenuta all’inizio del I secolo dopo Cristo prese il nome di Mediolanum Santonum.
 Notevole la testimonianza di questa dominazione ancora visibile nel centro storico: ruderi di terme e mura gallo-romane, ma soprattutto la presenza di un arco a due fornici detto di Germanicus del 19 d.C., dedicato al figlio adottivo dell’imperatore Tiberio e, fuori dalla cinta, di un anfiteatro da quindicimila spettatori voluto da Claudio, di cui resta l’imponente struttura, ma non i gradini, invasi da un prato verdeggiante. Curiosa e affascinate la visuale che permette di scorgere sullo sfondo dell’arena il campanile gotico della chiesa di Saint-Eutrope, una delle più importanti della città. E qui si apre un nuovo capitolo, forse quello più cospicuo, della vicenda di Saintes e del suo territorio: quello medievale.
Tramontata la potenza dell’impero, è il cristianesimo a garantire la continuità amministrativa dell’Europa. Fondamentale perciò la sua diffusione. Momento centrale di questo processo è lo sviluppo di itinerari di pellegrinaggio. Fra i più celebri, indubbiamente, quello diretto nella città galiziana di Santiago de Compostela. Una delle sue ramificazioni più importanti è proprio quella che provenendo da Parigi attraversa Saintes e la Saintonge. 
L’architettura e la scultura romanica divengono lo strumento privilegiato per veicolare la fede. La splendida Abbazia delle donne (Abbaye-aux-dames), visitabile attraversando il ponte sul fiume Charente che divide in due la città, ne è forse l’esempio più fulgido. 
Ma tutto il territorio, tra piccole foreste e vigneti, è costellato di splendide chiese romaniche, spesso isolate e riccamente ornate di bassorilievi del XII secolo scolpiti in un calcare locale dai toni dorati. Ne troviamo esempi a Corme-Royal, Thaims, Rétaud, Rioux, Chermignac, Echillais, ma la più singolare è quella di Sainte-Radegonde a Talmont-sur-Gironde, pittoresco villaggio atlantico, costruita al vertice di una falesia a strapiombo sulla Gironda e circondata da un toccante cimitero marino (da vedere in un giorno di tempesta, come suggerisce la guida Michelin). 
L’itinerario nella ragione non può di certo tralasciare la visita ai sempre splendidi castelli rinascimentali francesi, il cui esempio più fulgido in zona è quello di La Roche-Courbon, il cui vasto parco, grazie all’intervento dello scrittore Pierre Loti apparso sulle pagine di «Le Figaro» nel 1908, fu salvato dalla distruzione. 
Chi disponesse di più tempo può fare una puntata sull’isola di Oléron, collegata alla terraferma da un lungo viadotto e raggiungere la sua punta estrema dove sorge il faro di Chassiron. 
Altra meta di notevole interesse è la città di Cognac, dal bel centro storico, resa celebre in tutto il mondo dall’acquavite che vi si produce. Le grandi distillerie sono sempre aperte. Il visitatore può degustare e, ovviamente, fare acquisti.
 
Notizie utili - Un viaggio lungo ma ricco di tappe sorprendenti
Per raggiungere Saintes e la Saintonge da Parma, il viaggio è relativamente semplice anche se bisogna mettere in conto di affrontare (per la sola andata) millecento chilometri se si transita per il tunnel del Fréjus, passando poi per Lione e Clermont-Ferrand; altrimenti si può optare per le autostrade che attraverso Liguria e Provenza costeggiano il Mediterraneo, raggiungendo Bordeaux, città dalla quale la nostra meta dista un centinaio di chilometri in direzione nord-ovest verso La Rochelle. L’itinerario è più lungo, ma affascinante. La stagione migliore è la primavera avanzata o l’estate, difficilmente afosa. Una settimana di soggiorno è l’ideale. Le strutture recettive sono adeguate e confortevoli. Ampia e variegata la scelta gastronomica.
Fonte: www.gazzettadiparma.it
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