" Santo Domingo: il "letargo" ideale" di Rosario Pisani

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1326901450446_0.JPGSi spegne il riscaldamento di casa e si parte per Santo Domingo. Sei mesi nell’isola caraibica costano l'equivalente del metano consumato nelle abitazioni della nostra fredda pianura padana. Questa è una delle ragioni per cui tantissima gente lascia il Nord Italia per svernare in uno dei posti più affascinanti al mondo. A conti fatti il ragionamento non è del tutto sbagliato. Con una buona offerta  in certi periodi dell’anno si può volare da Milano Malpensa all’aereoporto della Romana con poco più di trecento euro (agenzia di Maria Rodriguez situata a Juan Dolio: mail, mrigamonti@generalairservice.com .Tel 809 8806321. Ti manda i biglietti aerei  di Blu Panorama fino a casa attraverso Internet facendo un bonifico su una banca a Milano). Per un ottimo appartamento (a noi ne è capitato uno splendido direttamente affacciato sul mare) chiedono l’equivalente di 200 euro al mese: (Condominio Enrico: ruthcalendario31@hotmail.com Tel 809 9054852 a San Pedro de Macoris). Certo poi rimane da calcolare il vitto, ma uno si può cucinare ciò che vuole sfruttando l’angolo cottura ricavato nello stesso alloggio.
Per i più pigri esistono infinite alternative, i supermercati, la classica pizzeria (cinque euro più un euro per la birra) sino al negozietto che vende il «pica» pollo, coscette di ruspante alla brace saporite ed economiche e la «bandera» un gustoso piatto di riso, carne e fagioli. Per chi non sa rinunciare alla tavola classica ed elegante esistono locali belli e non costosi come quello di Juan Dolio, tra Boca Cicha e San Pedro, aperto dalla signora Teresa approdata sull'isola da Milano 20 anni fa. Una cena con pesce freschissimo, con verdura lo si paga al massimo dieci euro. La musica poi non manca mai con le contagiose danze di salsa, merenghe e bachata. Dai chioschi sulle strade, alle abitazioni private, persino sui trasporti pubblici il ritmo battente ad altissimo volume scandisce la giornata dei dominicani togliendo loro qualsiasi pensiero dalla testa. Con un mare come il loro, e una temperatura sempre estiva non è difficile sentirsi felici. Il problema arriva nei fine settimana quando le famiglie dopo un week end di svago collettivo lasciano le spiagge in condizioni desolanti. La sabbia accanto al mare cristallino diventa una discarica a cielo aperto che raccoglie di tutto.
 Immondizia (la basura) di ogni genere, avanzi di cibo, piatti e posate di plastica, i vuoti delle bottiglie sino ai pannolini rigonfi dei neonati cambiati sul posto. Quintali di rifiuti che poi al lunedì mattina qualcuno ammucchia in montagne di spazzatura a cui viene sistematicamente dato fuoco. Sprigionando nell’aria zaffate di diossina da far lacrimare gli occhi e bruciare la gola. Ma Santo Domingo è anche questo. Un contrasto di bellezza, seduzione, rumore e disordine  unici al mondo.
( Fontre: www.gazzettadiparma.it)

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