Sestri, una favola in riva al mare

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http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/06/06/Speciali/Foto/RitagliWeb/C4YTLPI75496--U10103508439437RkB-599x430--330x185.jpgSul golfo del Tigullio ha fatto innamorare Lord Byron e Andersen. Offre scenari d’incanto a chi ama il trekking
Giulia Stok

«Ho trovato finalmente una terra che placa l’animo mio, lo rende dolce e pago della vita». Detto da Lord Byron, romantico per eccellenza, è ben più che un complimento. Questa penisola sottile all’estremità orientale del Golfo del Tigullio pare fatta apposta per accogliere artisti e letterati, con le due belle baie che si danno la schiena stringendo un filare di case dai colori pastello fino al promontorio, verde di pini marittimi. Il poeta inglese sbarcò a Sestri Levante nel 1822, precedendo di una decina d’anni il collega Christian Andersen. Affascinato dal tramonto e dalla risacca sulla Baia del Silenzio, l’autore delle storie agrodolci che hanno segnato la nostra infanzia scrisse sul suo diario di aver passato a Sestri «una fiabesca serata».  

 

In suo onore la città ha intitolato alle favole una delle due baie e creato un premio di letteratura per l’infanzia, accompagnato da un festival teatrale che da oggi a domenica sfrutta spiagge, piazze e carruggi come suggestive scenografie naturali. Tra i tanti spazi trasformati per l’occasione segnaliamo il recentissimo Musel, Museo Archeologico della città, multimediale e interattivo, ospitato nel palazzo medievale Fascie Rossi, già sede della biblioteca civica. Siamo proprio all’inizio di corso Colombo, asse portante del borgo antico, che prosegue assottigliandosi in un carruggio stretto e sinuoso fino ai piedi del promontorio. Le botteghe artigiane e le taverne marinare poggiano dove un tempo c’era solo acqua: la punta di Sestri è stata per secoli un’isola, fino a che i detriti portati dal torrente Gromolo e dal mare non crearono l’istmo. Se cercate un classico lungomare ligure, con vaste spiagge attrezzate, porto turistico e bei filari di palme, andate verso occidente, costeggiando l’ampia Baia delle Favole. Se invece preferite le atmosfere raccolte, dall’altro lato del promontorio c’è la piccola Baia del Silenzio, coi gozzi azzurri a riposo sui ciottoli e i piccoli moli di legno. Ai piedi delle case alte e strette, i cui colori caldi sono interrotti solo da delicati trompe-l’oeil, c’è perfino qualche pescatore che rammenda le reti al sole del mattino. Sono le due acque di Sestri la Bimare, che vivono in perenne alternanza di ombre e mareggiate. Sul Lungomare delle Favole spiccano belle ville dell’antica nobiltà genovese, circondate da giardini di magnolie, cipressi, cedri, molte oggi trasformate in alberghi. A ridosso della Baia del Silenzio invece spunta una tipica chiesa ligure, con la classica facciata a bande orizzontali bianche e nere: è l’Immacolata Concezione. Affaccia sulla baia anche la piacevole Pinacoteca Marcello Rizzi, collezione privata che espone opere di pittori liguri ed emiliani, oltre a sculture e ceramiche tipiche del Ponente. 

 

Sul confine tra i due mari e le due anime cittadine sorgono la Basilica di Santa Maria di Nazareth, seicentesca, con esterno neoclassico e interno barocco, e il Palazzo Durazzo Pallavicini, sede del municipio, che conserva una bella Adorazione dei Magi di Francesco Bassano. Seguendo la strada verso l’alto, si superano i suggestivi ruderi cinquecenteschi del convento di Santa Caterina e si arriva al punto più appartato di Sestri: la chiesa di San Nicolò dell’Isola. Romanica e protetta dall’ombra dei lecci, invita alla contemplazione. Poco lontano da qui svetta la torre dalla quale Marconi fece i suoi primi esperimenti. I pini marittimi e la macchia mediterranea proseguono in modo invitante, ma oltre non si può andare, a meno che non si sia ospiti del Grand Hotel dei Castelli, dimora storica sorta sul sito dell’antica fortezza genovese. Gli amanti dei panorami troveranno però una bella vista sulle due baie e sulla particolarissima forma della città a Punta Manara, all’estremità del golfo del Tigullio, raggiungibile in un paio d’ore di cammino. Chi ama il trekking può salire fino al Monte Castello e Punta Baffe, e da lì ridiscendere fino a Moneglia. 

 

Chi invece preferisce immergersi nel brusio del borgo, può andare in cerca dei bei portali d’ardesia trecenteschi, con stemmi di famiglia e simboli benauguranti. Oppure seguire i profumi di una cucina regionale di terra e di mare, che trova la sua perfetta sintesi nel cappon magro: strati di verdure scottate e diversi tipi di pesce a polpa bianca su un fondo di gallette del marinaio. Notevoli a Sestri anche il polpo in tutte le sue varianti, dalla delicata versione al vapore fino al deciso ragù, e le frisse, frittelle di farina di ceci e pesce azzurro, da gustare rigorosamente caldissime. Per non parlare della focaccia, che si assaggia condita semplicemente con olio dell’entroterra oppure nella succulenta versione al formaggio della non lontana Recco. Ironia della sorte, pare che questa variante sia nata come cibo di fortuna, adatto alla fuga sui monti in occasione delle frequenti incursioni dei Mori. Che la «fiabesca serata» di Andersen sia stata propiziata anche da questi sapori? 

Fonte: www.lastampa.it

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