Sorrento mille sapori e luci di Natale

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/s/o/sorrento-baba_182781_407x229.jpgVicoli stretti ed esuberanti luminarie di Natale, palazzi arabeggianti e chiese barocche, profumati giardini d’agrumi che si aprono su quello che rimane, nonostante gli abusi edilizi, uno dei più affascinanti panorami d’Italia: il Golfo di Napoli dominato dal Vesuvio. Siamo a Sorrento, città natale di Torquato Tasso e del limoncello. Lungo la sua penisola, in pochi sinuosi chilometri si concentrano sapori d’eccellenza: l’olio di oliva, la pasta di Gragnano, il Provolone del Monaco d’Agerola, la salsiccia e il salame con scorza d’arancia di Vico Equense. Per questa sua tradizione Sorrento è sede da anni delle Giornate Gastronomiche. Quest’anno la manifestazione, che si svolge dal 1 al 20 dicembre, è dedicata al 150° anniversario dell’Unità d’Italia e ha la Russia come ospite d’onore. Durante il weekend d’apertura sarà presentato l’ultimo libro di Bruno Gambacorta e contestualmente un nuovo dolce ispirato alla città creato da Vincenzo Mennella, maestro pasticcere di Torre del Greco. Saranno inoltre assegnati i Premi Villa Massa a personaggi italiani e stranieri che hanno valorizzato e diffuso l’arte enogastronomica. Passeggiando nel centro storico zeppo di botteghe alimentari e artigiane – questa è zona di merletti e legni intarsiati- , ci si imbatte nel Sedil Dominova, dove un tempo si riuniva l’aristocrazia per discutere gli affari pubblici. È l’unico seggio nobiliare ancora esistente in Campania. Tra le chiese, oltre al duomo quattrocentesco, con un bel coro di inizio ‘900, sono notevoli il chiostro dal sapore orientale della chiesa di San Francesco d’Assisi e l’interno barocco della Chiesa del Rosario. Non cercate presepi: qui si rispetta la tradizione e vengono tutti inaugurati la sera del 24 dicembre. Potrete trovarne qualcuno, in preziosa porcellana di Capodimonte, solo nella collezione del Museo Correale, accanto a reperti greci e romani. Passeggiando tra i muretti a secco, sotto le reti per la raccolta delle olive, si scende fino all’antico rione di pescatori Marina Grande: di un fascino un po’ desolato in questa stagione, è il luogo ideale per rileggersi qualche pagina di Ibsen, che qui tornò più volte, anche durante la stesura di Casa di bambola. Autore: Giulia Stok/ Fonte: www.lastampa.it Informazioni: www.comune.sorrento.na.it

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