Sottoterra vive una città

http://img1.iol.it/c/imgv/hp/viagginotizie/12/110/44492063_camerano468.jpgChi non è proprio un appassionato d’arte probabilmente non conosce Camerano per essere stata la città del pittore e restauratore Carlo Maratti, che visse ed operò a cavallo del Settecento. Chi non si intende troppo di enologia nemmeno sa che questo antico borgo marchigiano è la patria del Rosso Conero, vino nobile tipico della Riviera del Conero.

Ma quando l’attenzione si sposta su misteri, grotte e atmosfere dal sapore fiabesco allora si che si rimane coinvolti. Ci troviamo in provincia di Ancona, immersi nella natura del Parco del Conero, e vale la pena scoprire una suggestiva città sotterranea. Sotto le strade di Camerano, infatti, corre una rete di cunicoli annodati in un percorso di labirinti, grotte e nicchie scavate nell’arenaria.

Le grotte sono esplorate solo in parte, poiché vengono a scoprirsi sempre nuovi cunicoli. E allora il quesito nasce spontaneo: passeggiare sopra, per le vie della città, o sotto, scoprendo le meraviglie di stanze sotterranee, ipogei, templi, gallerie ramificate su più livelli e utilizzati in diverse epoche? Si pensa che le funzioni di questa vera e propria città sotterranea fossero abitative, difensive, alimentari e rituali.

Un mondo nascosto formato da ambienti ricchi di nicchie, volte a cupola, a vela e a botte, colonne e sale circolari, il tutto ornato da simboli, bassorilievi e incisioni. Le leggende tramandate oralmente asseriscono che le grotte ci sono sempre state ma che sono state davvero ben sfruttate durante la Seconda Guerra Mondiale come rifugio, quando si doveva, per forza di cose, vivere nel sottosuolo: anche sottoterra, infatti, si poteva raggiungere con facilità ogni angolo del paese.

Fu cosi che gli abitanti le organizzarono come se fossero vere e proprie case, trasferendovi beni ed oggetti della vita quotidiana ed adibendo quelli che una volta erano templi antichi scavati nel tufo a zone per le celebrazioni eucaristiche. C’erano anche gli ospedali: li avevano allestiti in grandi vani, come era il Camerone, una camera ampia e oscura da cui deriva il nome della città sovrastante.  ( Fonte: http://viaggi.libero.it/week-end/44492070/sottoterra-vive-una-citta)

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