Sublime Sutherland alla Magnani Rocca: il pittore che smascherò la natura

http://www.stilearte.it/fileup/riviste_upspace/GrahamSutherlandPoisedForminaLandscape1969_1.jpgDopo anni di latitanza, finalmente anche in Italia sarà allestita una grande rassegna che rende omaggio a Graham Sutherland, protagonista, insieme a Francis Bacon, della pittura britannica contemporanea.
Graham Sutherland fu un artista straordinario, stranamente poco conosciuto nel nostro paese, benché molto apprezzato da critici come Roberto Tassi e Giovanni Testori.

La Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma) dedica all’artista inglese una mostra da non perdere: dall’8 settembre al 9 dicembre si potranno ammirare diverse opere provenienti da collezioni riservate e in parte mai esposte.

L’esposizione, dal titolo Sutherland. Il pittore che smascherò la natura, è a cura di Stefano Roffi.

Graham Sutherland (Londra 1903 – 1980) inizia come incisore e insegnante alla Scuola d’Arte di Chelsea. Avvia il proprio lavoro d’artista con grande interesse per il paesaggio, in particolare del Galles, conducendo una lettura critica della tradizione pittorica, senza allontanarsene ma affrontandola dall’interno. Se gli esordi risentono degli influssi del neo–romanticismo inglese, dagli anni “30 la sua pittura si carica di una drammaticità che la rende inquietante e visionaria tanto da farla accostare alla corrente surrealista con cui condividerà la Mostra Internazionale del 1936 a Londra, mostrando influssi di Picasso e di Klee. Sutherland sembra collegarsi soprattutto alle fonti primarie del Romanticismo, alla poetica del “sublime” di Blake, ma nella sua declinazione più amara, un “sublime” negativo espresso attraverso dissonanze cromatiche, segni netti dove tutto appare “dramma e lacerazione”, anche in conseguenza dell’esperienza della guerra. Dal 1940 al 1945 viene infatti incaricato ufficialmente di testimoniare in pittura gli orrori del conflitto come “artista di guerra” insieme a Moore e Nash. Nascono così le Devastations, visioni fosche e allucinate delle città inglesi distrutte dai bombardamenti, nelle quali affiorano nuove forme create dal sovvertimento bellico, vero oggetto dell’indagine dell’artista; molte di queste opere sono presenti in mostra. In questo periodo egli intensifica l’interesse per lo studio della figura umana, giungendo a realizzare la nota Crocifissione per la chiesa di St. Matthew di Northampton e l’arazzo del Cristo in gloria nella cattedrale di Coventry. Fama e riconoscimenti gli vengono tributati già a partire dall’immediato dopoguerra con mostre ed eventi a livello internazionale.
L’impegno come artista di guerra l’aveva distolto momentaneamente dal primario interesse per la natura, in virtù del quale si autodefinisce erede spirituale di John Constable. Proposito di Sutherland è rivelare la verità che si cela nelle cose, la pittura è il suo strumento di delazione. È così che egli si dedica a raffigurare brani di natura in parafrasi, destrutturata, riassemblata, reinterpretata, privata della sua riconoscibilità comune e presentata come un infinito e bizzoso mutante, pervicacemente intenzionato a nascondere la propria identità autentica. Lavora su un’idea di paesaggio dove le forme vegetali e minerali vengono trasformate in icone totemiche – le Standing Forms degli anni Cinquanta – che emergono minacciose dal fondo in un’atmosfera densa di suggestioni psicoanalitiche. Dipinge senza gli infingimenti propri del naturalismo tradizionale, rassicurante anche nel rappresentare una tempesta, lasciando intendere di possedere il potere terribile di aprirci gli occhi, di farci conoscere le forme vere e le intenzioni spietate della natura, i suoi disegni oscuri e devastanti, il suo potere assoluto e ineffabile.

Dove:

Fondazione Magnani Rocca, Mamiano di Traversetolo

Quando:

dall'8 settembre al 9 dicembre 2012

 

Autore: Margherita

Fonte: http://www.leggievai.it/07/08/2012/sutherland-il-pittore-che-smaschero-la-natura/

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