" Tra le meraviglie di Porto" di Luca Bergamin

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/m/a/matrimonio-a-porto_280441_407x229.jpgE' dal Ponte de Dom Luis I, che la sera si accende di blu, che si gode lo spettacolo del Douro che serpeggia, per poi “inchinarsi” alla bellezza del quartiere cartolina della Ribeira, delle bodegas del vino con le loro insegne in bianco e nero “Calem”, “Offley”, “Taylor's”, “Sogevinus” scintillare sopra i tetti dei magazzini sulla riva di Villanova de Gaia. Camminando sul livello superiore, riservato ai pedoni, di questo ponte ad un'unica arcata in acciaio, costruito da un allievo di Gustave Eiffel a fine '800, a ridosso del Monastero Do Serra de Pilar, si ammira Porto (www.visitportoandnorth.travel) esaltarsi in tutta la sua bellezza. Il simbolo della seconda città del Portogallo che sale e scende con le case di granito dai tetti colorati, le scalinate, i campanili, le chiese barocche rimane la Torre dos Clerigos dell'architetto Niccolò Nasoni, ma adesso le fa... concorrenza il Museu de Arte Contemporanea Serralves progettato da Alvaro Siza Vieira all'interno del parco di un'antica magione art deco in cui la luce filtra dai tagli geometrici minimalisti di questa costruzione avvezza a ospitare rassegne video di avanguardia. L'altra icona contemporanea è la Casa da Musica, il nuovo auditorium ideato da Rem Koolhaas nel quartiere di Boavista, ovvero un parallelepipedo in cemento dalle scale illuminane, sulle cui pareti esterne vengono proiettate immagini, mentre dalle vetrate trasparenti emergono gli azulejos delle sale. Nessun interno è più ricco e colpisce, comunque, della Chiesa di San Francesco, un meraviglia barocca tutta in legno, ricoperta da un quintale di foglie di oro, forse il massimo esempio di talha di tutto il Portogallo; vi si ammira anche l'Albero di Jesse, “una scultura teatrale – scrive Jose Saramago – che fa pensare al coro di un'opera teatrale”.  Anche l'ottocentesco Palacio da Bolsa stupisce per le sue stanze sfarzose che dovevano lasciare di stucco i commercianti stranieri, in particolare la cupola in vetro del patio e la sala araba. Proprio accanto si staglia la sagoma in ferro tinteggiata di rosso del Mercato Ferreira Borges e si coglie con lo sguardo a prospettiva verticale della Cattedrale che pare gettarsi giù verso la parte bassa della città. Invece bisogna salire scale strette come cime di navi per raggiungere questa sorta di fortezza religiosa risalente al XII secolo che custodisce una sagrestia arredata con pregiati cassettoni in legno e soprattutto un chiostro rivestito al piano superiore dagli azulejos disegnati dall'architetto Nasoni, autore anche della Galleria sul lato destro di questa austera Sé. E' molto più colorata e gioiosa, di certo, la facciata della Chiesa di San Ildefonso, che sorge accanto al B&B Hotel, un albergo ricavato in quello che era il teatro in stile liberty Aguia D'Ouro, a due passi dalla strada commerciale Santa Catarina, dove spiccano la Libreria Latina e il Cafè Majestic, mentre allo speziato Mercato aperto do Bolhao si acquistano il pane di mais e segale, il formaggio, le olive, le carni affumicate. Lo scenario cambia completamente scendendo sino in Piazza della Libertà e in Avenida dos Aliados, che sembra un boulevard parigino di inizio '900. E' addirittura fiabesca l'atmosfera che si respira alla Libreria Lello: merito di J.K. Rowling che, durante il suo lustro di permanenza a Porto, si era innamorata di questa libreria dalla facciata neogotica e gli interni in legno di tek, e soprattutto della doppia scala interna, ispirandosi chiaramente in alcune avventure del suo Harry Potter. Ed è proprio qui, del resto, tra la Piazza dei Leoni, intorno alla fontana, così come nelle attigue Rua da Galeria de Paris, e nella parallela Rua de Candido do Reis, che gli studenti ricoperti da un mantello nero cantano, ridono, scherzano e bevono quasi ogni sera affollando locali vintage come il Boheme dove nelle vetrine sono stipate vecchie radio e giocattoli del passato, l'Alma o il Plano B, i locali che ora piacciono di più insieme al Portotonico, al Candelabro e al Cafè Lusitano. Per cenare, invece, bisogna provare il Ristorante Livraria Avis, un ex negozio di quaderni, il Fish Fixe in riva al Douro dove mangiare il classico riso con le sardine  e soprattutto il Dop in cui Rui Paula, lo chef più creativo del Portogallo, all'interno di un palazzo del XV secolo, reinventa i piatti della tradizione locale in uno scenario design style molto gaudente. Così come è piacevole passeggiare fino alla stazione ferroviaria Sao Bento, molto parigina, che sfoggia nel salone d'ingresso magnifici azulejos dsegnati da Jorge Colaço che i ispirò alle battaglie storiche di questo paese di naviganti e conquistatori, e poi nel circuito a forma di freccia di Bairro das Artes, specialmente nei dintorni di Rua Miguel Bombarba dove stilisti, designer, artisti hanno aperto i loro, empori, officine, gallerie accanto ai negozi di frutta, verdura, falegnami e ferramenta. Un contrasto che ha conquistato anche i più esigenti tra i tripeiros – così vengono chiamati gli abitantiorto – che ora affollano il Centro Comercial Bombarda, comprano oggetti al Trash Vintage, arredi e tessuti da Luis Cerqueira, accessori di moda al “Cru”. Per l'ultimo brindisi prima di lasciare questa incantevole città (una stanza al 22° piano dell'Holiday Inn è un'autentica vetrina sul Douro, www.hotelhiportogaia.com) si sceglie ovviamente la cantina storica Ramos Pinto dove alzare i calici tra le sue centinaia di botti in legno e negli uffici tappezzati di azulejos che raffigurano Bacco e le sue sacerdotesse.

Informazioni: Ufficio Turistico del Portogallo, via Paolo da Cannobbio 8 Milano, www.visiportugal.com. Tel. 02 00629000. Turismoportogallo@alice.it.  La compagnia di linea lusitana Tap vola a Porto da Milano e da Roma, www.flytap.com. Per visitare la città in auto, è  consigliato www.anetours.pt. Un'ottima guida è Portogallo, Lonely Planet, pg 591, 26,50 €.
Fonte: www.lastampa.it

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