'Ultrabody' al Castello Sforzesco di Milano fino al 17 giugno 2012

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/collaboratori/grandi/UltraBody400x300.JPGFino al 17 giugno le Sale Viscontee del Castello Sforzesco (piazza Castello 3) ospiteranno Ultrabody. Un'esposzione di 208 opere di artisti e designer del panorama internazionale.

La mostra - inaugurata durante la Design Week appena trascorsa - è curata da Beppe Finassi che presenta una selezione di opere tutte incentrate sul corpo e sulle sue innumerevoli interpretazioni. L'allestimento invece è firmato Peter Bottazzi, che da sapiente uomo di teatro, è riuscito a coinvolgere il visitatore in un poetico gioco di ombre e di luci. L'esposizione è divisa in tre aree tematiche: Alludere al Corpo, Assecondare il Corpo, Superare il Corpo.

In mostra, una raccolta transdisciplinare che costruisce un percorso, ironico ma anche intenso e coinvolgente. Un Ultrabody che diventa metafora, decorazione, estensione, punto di partenza di più universi creativi.

La prima sala è dedicata all'Alludere al Corpo. Una riflessione che si declina soprattutto nell'immagine, nelle forme e nella fisicità. La poltrona-guantone Joe, omaggio a Joe di Maggio, creata da De Pas, D’Urbino e Lomazzi per Poltronova, le forchette parlanti di Bruno Munari che mimano la gestualità italiana e le dita-ditali in bronzo di Nadia Caralla. Sono le mani che accolgono, che comunicano e che esprimono lo status sociale.

Il cavatappi autoritratto di Alessandro Mendini per Alessi, i Chocolate Nipples della spagnola Ana Mir, copricapezzoli di cioccolato, e la Brocca Culona di Ugo La Pietra sono invece espressioni di fisicità sensuale che giocano con le forme e con l'erotismo.

Assecondare il Corponella seconda sala, riflette sull'ergonomia e sulla creazione di appendici che assolvono ai 'doveri' della corporeità contemporanea. Ogni oggetto e ogni strumento, anche quelli più sedimentati, possono essere reinterpretati. Una body evolution che va di pari passo con l'evoluzione della tecnologia. 
Il bicchiere smoke di Joe Colombo rende possibile il bere e fumare con l'utilizzo di sole tre dita, i Finger Biscuit di Paolo Ulian liberano dal tabù di mangiare con le mani e l’anello/segnalibro Patch di Matteo Ragni permette a una sola mano di tenere aperto di fronte a sé il libro che si sta leggendo.

L'ultima sala è dedicata a Superare il Corpo, inun gioco in cui le visioni permettono a Eleonora Todde di creare una Spina senza rose, ad Anselmo Tumpic di concepire Beat, una scarpa sportiva per entrambi i piedi adatta a saltellare, a Richard Hutten/Ecal con Au doigt et a la baguette, di concepireil guanto per i direttori d'orchestra.
Le opere sono proposte spiazzanti, provocazioni effervescenti, tutte in grado di modificare con spegiudicatezza il nostro corpo. Aggiungendo al corpo 'naturale', protesi che lo rendono adatto a tutte le esperienze anche quelle più immaginifiche.

L'allestimento rende l'esposizione un'esperienza multisensoriale in cui ogni visitatore è circondato dal buio e dalle opere appese dentro ad un piedistallo-sipario. Ogni creazione diventa oggetto del desiderio protagonista di un percorso creativo in cui si reinventano le funzionalità e gli scopi del corpo, che è, e sempre sarà, misura della persona in relazione col mondo.( Fonte: www.mentelocale.it)

Autore: Martina Zanghi

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