" Un'isola lontana dal grande turismo" di Giò Rezzonico

http://media.caffe.ch/media/2012/06/17601_17_medium.jpgBoschi incantati che ti danno l'impressione di entrare in una fiaba, valli lussureggianti, scogliere impenetrabili interrotte da piccole spiagge incontaminate, formazioni rocciose che sembrano enormi sculture prodotte dall'antica attività vulcanica, bianchi paesini molto pittoreschi, una storia legata alle grandi imprese di Cristoforo Colombo: la poco conosciuta isoletta La Gomera, appartenente all'arcipelago delle Canarie, è tutto questo! Qui il turismo dei grandi numeri non arriva, salvo in una spiaggia a sud, nella Valle del Gran Rey. Fino agli anni Cinquanta, quando venne inaugurato un piccolo molo che apriva la strada al trasporto in traghetto e al commercio, quest'isola era stata isolata dal mondo ed era praticamente autosufficiente. Oggi è stata riconosciuta patrimonio dell'umanità dall'Unesco per i suoi boschi magici, che fanno parte del Parco Nazionale de Garajonay, e per un particolare linguaggio fischiato, il "silbo", grazie al quale gli abitanti comunicavano tra loro da una vallata all'altra. Si può partire da questi due riconoscimenti per descrivere le particolarità di questo piccolo paradiso immerso nelle acque dell'oceano Atlantico.
Iniziamo dal "silbo", questo antico linguaggio più simile al modo di comunicare degli uccelli che a quello degli umani. In condizioni ideali i messaggi fischiati potevano essere uditi fino a 4 chilometri di distanza risparmiando agli isolani la fatica di andare su e giù per i ripidi pendii soltanto per portare un messaggio a un vicino. Nato probabilmente per segnalare pericoli, con il tempo il "silbo" si è sviluppato fino a diventare un vero e proprio linguaggio. È certamente stata la conformazione del paesaggio gomero ad aguzzare l'ingegno dei suoi abitanti per elaborare questo singolare modo di comunicare a distanza. Se si guarda infatti l'isola dall'alto appare come una fortezza impenetrabile con montagne al centro che degradano verso il mare formando ripide scogliere. Strade strettissime e serpeggianti corrono tra pareti rocciose e gole disseminate di bianchi villaggi aggrappati a dirupi apparentemente inaccessibili.
Anche le peculiarità del Parco Nazionale servono a spiegare l'esistenza di questa isola, dove Cristoforo Colombo fece scalo durante le sue quattro spedizioni prima di affrontare l'Oceano verso le Americhe. Cercava viveri, ma soprattutto acqua. Sì perché La Gomera è ricca d'acqua. Come mai? Gli alisei, quegli stessi venti che fecero veleggiare le caravelle di Colombo alla scoperta del Nuovo Continente, avvicinandosi all'isola incontrano l'ostacolo della montagna e salendo trovano aria più fredda che si condensa sotto forma di nebbia. Queste nuvole accarezzano le foreste di lauri di cui sono ricchi i boschi e provocano le condizioni ideali affinché sugli alberi si formino delle muffe, che ricoprono completamente i tronchi e i rami creando un'atmosfera magica. Grazie a queste muffe l'umidità viene catturata e trasformata in goccioline che penetrano delicatamente nel terreno e si trasformano in graziosi ruscelli.
Strade panoramiche
a strapiombo sul mare
Il modo migliore per visitare La Gomera è certamente quello di percorrerla in auto e di fare tappa agli innumerevoli "miradores" per godersi panorami eccezionali. Per apprezzare l'isola ci vogliono almeno due giorni: uno dedicato al giro del suo territorio, un altro al Parco Nazionale. La Gomera è raggiungibile in aereo dai capoluoghi dell'arcipelago oppure con la nave in un'ora di navigazione dalla spiaggia di Los Cristianos a Tenerife. Offre uno splendido Parador con ottima cucina a prezzi contenuti (fa parte della catena di alberghi gestita dallo Stato spagnolo) e una magnifica vista sul mare.
L'escursione del giro dell'isola richiede un'intera giornata su strade molto agevoli, che portano dal mare alla montagna e viceversa nel giro di pochi minuti. Salendo si gioca a nascondino con le nuvole, poi, quando ci si avvicina al mare il sole torna a splendere come per incanto. I panorami sono mozzafiato: sul mare, sulle ridenti vallate che scendono verso l'Oceano, sulle montagne brulle e su altre di un verde rigoglioso. A ogni curva lo scenario si modifica e diventa sempre più avvincente. È una gita che si vorrebbe non finisse mai, tanto sono spettacolari i paesaggi attraversati.
Ho girato tante isole, ma raramente ho trovato strade panoramiche così affascinanti. La Gomera è bella nel suo insieme, non offre villaggi o spiagge particolari, ma merita davvero di essere visitata. Anche per scoprire il suo Parco Nazionale, che vi consiglio di esplorare assieme a Riccardo, una giovane guida locale che vi presenta la sua terra con un amore contagioso, come forse si capisce leggendo questo diario. Per tutta la giornata chiede 35-40 euro per persona e lo potete raggiungere sul suo cellulare (0034676 822980). Camminare nel Parco è un'emozione. Attraversando i boschi di lauro sembra di inoltrarsi in un racconto di fiabe. Le piante paiono non avere tronco, perché sono completamente ricoperte di muschio: in alcuni luoghi piatto, in altri rigonfio per cui raddoppia il diametro del tronco. Anche i rami vengono completamente ricoperti di verde, che in certi casi si trasforma in una sorta di barba ballonzolante. È difficile esprimere a parole le emozioni che si provano, così come nessuna foto riesce a descrivere il mistero di questi boschi. Per apprezzarne la magia bisogna viverli, percorrerli per ore lasciandosi condurre da Riccardo, che ne conosce gli angoli più suggestivi.
Se avrete fortuna, la vostra simpatica guida vi porterà a incontrare un suo amico, Luis, un personaggio molto alternativo e uno dei pochi sull'isola in grado di interpretare il "silbo", il linguaggio segreto di questi luoghi. Abbiamo incontrato Luis in un ristorante sulla graziosa piazzetta di Vallehermoso. Ci ha spiegato e dimostrato, sotto gli occhi dei turisti attoniti, la filosofia di quel modo di comunicare che lui ha appreso da suo nonno e che teme stia scomparendo nonostante sia protetto dall'Unesco. Mentre ci dirigevamo verso l'auto parcheggiata ad alcune centinaia di metri ci accompagnava il suo saluto, interpretato fischiando in tutte le lingue.
Tutto ricorda
Colombo
Nel capoluogo dell'isola, San Sebastian de La Gomera, tutto ricorda Cristoforo Colombo. Un piccolo museo nella Casa de la Aguada ripercorre le tappe della scoperta del Nuovo Mondo. Sopra il pozzo che si trova nel patio, dove secondo la tradizione Colombo si rifornì di acqua prima di affrontare l'Oceano, si legge la scritta: "Con quest'acqua fu battezzata l'America". Nella graziosa chiesetta della Virgen de la Asuncion viene ricordato che Colombo e i suoi uomini si recarono a pregare prima di mettersi in viaggio. Poco distante sorge la Casa de Colon, costruita nel luogo in cui si suppone abbia alloggiato il celebre navigatore durante la sua permanenza sull'isola, che sembra non fosse dettata solo dalla necessità di imbarcare acqua e provviste, ma anche da una piccante storia sentimentale con Beatrice di Bobadilla. La bella moglie del crudele governatore spagnolo Hernan Peraza non fece girare la testa solo a Colombo, ma persino al re di Spagna Ferdinando il Cattolico, suscitando l'odio della regina Isabella.
Fonte: www.caffe.ch

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Cedistic © 2014 -  Ospitato da Overblog