Vacanze d'estate: «Un viaggio insoddisfacente. Vogliamo il rimborso»

Caro Sportello del Consumatore,

sono appena tornata da una vacanza di quattro giorni col mio fidanzato in Valle D'Aosta. Siccome non sapevamo come trovare da soli un albergo interessante, ci siamo rivolti a un'agenzia di viaggi, che si è occupata anche di organizzare il trasporto. Le cose non sono andate come era stato promesso, per cui mi chiedo se sia possibile ottenere il rimborso del prezzo o almeno un indennizzo per i disagi che abbiamo dovuto subìre.

Grazie per la risposta,

Fabrizia

 

Cara Fabrizia,

il nuovo Codice del Turismo (D.Lgs. 79/2011) che in questi giorni manderà in pensione le norme di settore contenute nel Codice del Consumo, disciplina tutti i servizi turistici, ponendo particolare attenzione ai "pacchetti turistici tutto compreso" che risultano dalla combinazione di trasporto, alloggio o servizi turistici non accessori al trasporto o all'alloggio.

In caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte con la vendita del pacchetto turistico, l'organizzatore (tour operator, se esistente) e il venditore (agenzia di viaggi) sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione per causa a loro non imputabile.

I danni risarcibili possono essere di carattere patrimoniale e non patrimoniale. Una categoria di danno risarcibile riconosciuta anche dalla giurisprudenza è proprio quella del "danno da vacanza rovinata" che trova oggi un fondamento normativo nell'art. 47 del Codice del Turismo.

Si tratta della lesione dell'interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere, di svago o di riposo, senza essere costretto a soffrire quel disagio psicofisico che talvolta si accompagna alla mancata realizzazione del programma previsto, avuto anche riguardo alla particolare importanza che si attribuisce alla fruizione di un periodo di vacanza adeguato alle proprie aspettative.

Ma attenzione Fabrizia ! Questa possibilità di risarcimento presuppone di rispettare anche l'art. 49 del Codice del Turismo che obbliga il turista a sporgere reclamo scritto entro 10 giorni dalla data del rientro nel luogo di partenza.

Una norma, questa, poco conosciuta dai consumatori che rischia di mandare in fumo anche i casi più eclatanti di diritto al risarcimento. ( Fonte: www.mentelocale.it)

Autore: Davide Montialbo, patrocinatore legale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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