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CLUB ANDARE IN GIRO

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Vacanze da Barone rampante

Pubblicato da oleg su 18 Aprile 2013, 07:01am

Tags: #Dal Mondo Dei Viaggi

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/04/18/Speciali/Foto/RitagliWeb/PAR61KW14304--330x185.jpgIn Svezia, in Germania e in Canada si moltiplicano gli hotel sugli alberi per vivere un’esperienza nella natura simile a quelle del personaggio di Calvino
Valerio Griffa

La sequoia è il gigante degli alberi. Può superare i cento metri e vivere per duemila anni. Una ragazza americana, Julia Hill, decise di salire su una sequoia chiamata Luna, e di restarci fino a quando l’impresa che doveva tagliare quel bosco non avesse rinunciato. Era il 1997 e Julia ci rimase per due anni, prima di scendere perché aveva vinto. Era riuscita a far breccia, a bucare lo schermo tv e a resuscitare l’orgoglio americano sul tema dei buoni sentimenti. E per chi ama i riferimenti letterari non si può non citare il Barone rampante di Calvino.  

 

In Svezia Britta e Kent Lindvall hanno fatto un’altra scelta: sugli alti pini lapponi hanno fatto salire i loro clienti. Il Treehotel di Harads, sul maestoso fiume Lule, a un centinaio di chilometri da Luleå, è un esempio di come si possono esplorare strade nuove. Un film svedese del 2008, Gli amanti degli alberi di Augustsen, racconta di tre uomini che lasciano la città per costruirsi una casa sugli alberi, ed è il dichiarato ispiratore. I Lindvall, tuttavia, non hanno fatto le cose a caso. Hanno chiamato i migliori house designer svedesi, e li hanno coinvolti nell’operazione. Il risultato è sorprendente: oggetti di design infilati a 5-6 metri sui pini, come se fossero caduti da un altro pianeta incastrandosi nel bosco. Il più alto grado di artificiale, di oggetto contemporaneo, inserito con nonchalance e con discrezione nell’antico sistema vegetale dei boschi, per di più in una regione tutta boschi e laghi, a nord del Circolo Polare. Dalle camere dell’insolito hotel la vista è straordinaria: rami e foglie fanno da cornice al paesaggio lappone, colline basse, fiumi straripanti, una teoria di laghi che movimenta il territorio. Non resta che approfittare della natura, passeggiate nei boschi, raccolta di funghi e bacche da agosto, rafting, canoa o barca sui laghi, pesca, o visita di un campo lappone, dove si viene in contatto con la cultura della renna. Da non trascurare una visita a Luleå, con la sua churchtown (decine e decine di casette in legno intorno alla chiesa) Patrimonio dell’Umanità Unesco e il suo splendido arcipelago di centinaia di isole. 

 

In Bassa Sassonia, tra Brema e il confine olandese, a pochi chilometri dalla costa del Mare del Nord, c’è il nuovo Resort Baumgeflüster. In un bosco di querce alte trenta metri, parallelepipedi in legno di betulla (anti allergie, antirumore, anti inquinamento da polveri sottili) sono stati montati a terra e poi fissati in mezzo agli alberi, per invitare a un modo nuovo di vivere il bosco. Il legno delle camere-appartamento, con tanto di terrazza e circondato dal legno dei tronchi e dal verde delle foglie regala una intensa sensazione di benessere. Stare lì, con accanto i nidi di vari uccelli e una linea internet a disposizione è la sintesi di quanto Pistoletto ha voluto rappresentare nel suo Terzo Paradiso, quello in cui l’Uomo animale e l’Uomo pensante trovano ricongiungimento. Intorno, chilometri e chilometri di sentieri, pedonali e per bici, con panche per osservare i cervi, e il vicino lago Zwischenahn, l’omonima cittadina termale Bad Zwischenahn (spa, canoa e battelli), la costa piatta e dunosa della Frisia orientale, la ricca città di Brema. Più attività varie e originali, alcune anche per bambini. 

 

Free Spirits Spheres è un’altra proposta ancora. Immerse nella foresta pluviale della costa occidentale dell’isola di Vancouver, British Columbia canadese, le sfere in questione sono camere particolari in legno, appese con una ragnatela di corde agli alberi, e con una scala in legno attorcigliata ai tronchi, una scena da Cappellaio Matto. La sfera, la perfezione geometrica immersa nel «caos» della natura, sembra alludere a questa antitesi, ma è anche una forma del bosco, come i frutti degli alberi, le bacche degli arbusti, lo stesso ragno in mezzo alla sua tela. 

 

Tom Chudleigh, inventore, costruttore e proprietario, la mette sul nativo (le canoe degli indiani) e sul navale (la piattaforma sull’albero principale dei velieri) per spiegare la sua idea di sfere in legno. E le chiama free spirits, come gli elfi, gli gnomi del bosco. Intorno, una magnifica grande isola, con la costa pacifica, tutti gli sport nautici, l’avvistamento delle balene e i centri indiani (Courtenay, qui li chiamano First Nations). 

 

Principio buddista o ritorno alla situazione di ominide, vivere sugli alberi ha una valenza speciale, biologica e spirituale insieme, controllare e a scendere nello stesso tempo. 

 Fonte: www.lastampa.it

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