Val Martello, il posto delle fragole

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1300881297061_0.jpgD’inverno il bianco della neve. D’estate il rosso delle fragole. Sono i colori della Val Martello, sperduto anfratto nel Sud Tirolo, uno dei territori più vasti dell’Alto Adige in rapporto alla popolazione che vi vive, uno degli spazi più incontaminati e selvaggi della regione. Qui risiedono quasi novecento abitanti, in un’area di 143 chilometri quadrati. Chi fugge dalla pazza folla, dalle città caotiche o da una vita nella quale la prima cosa che si fa al mattino, è accendere il computer e l’ultima cosa la sera, prima di coricarsi, spegnere il computer, in Val Martello trova davvero pane per i suoi denti. E non solo in senso figurato. Il pane nero, ricco di cereali, tipico della vallata, non può mai mancare in una sana colazione di montagna. Ad accompagnarlo, le genuine marmellate di fragole e albicocche, frutti che, in questa valle che si estende nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio, maturano da giugno a settembre. Già dagli anni '60 le fragole vengono coltivate tra gli 800 e i 1.700 metri di quota e, per la forte escursione termica tra il giorno e la notte, assumono un colore e un sapore unici, raggiungendo la loro perfetta maturazione nei mesi estivi. In Val Martello, poi, capita di non trovare, in molte zone, la copertura di segnale per i cellulari. Un toccasana per chi vuole immergersi nel silenzio: un fenomeno, sempre più raro in Italia, che rimanda a ritmi e modi di vita del secolo scorso. Per alcuni paiono addirittura ancestrali, ma, in realtà, sono alla base del fascino di un luogo in cui ci si deve voler perdere nei grandi spazi per capirlo e apprezzarlo fino in fondo. Il paesaggio, di integra e abbacinante bellezza, si estende dagli 800 metri fino alla quota di 3.800 dei ghiacciai: niente impianti sciistici di risalita, niente interventi dell’uomo per snaturare lo skyline, una grandissima attenzione al mantenimento dell’equilibrio ecologico. L’unica vera eccezione, fondamentale per il turismo invernale, è il Biathlon Martell, un centro per cimentarsi con lo sport che unisce lo sci di fondo al tiro a segno con la carabina. Molto praticato dai tedeschi (assai meno dagli italiani), il biathlon è una disciplina che, per i principianti, offre la possibilità di fare gare tra amici, muovendo i muscoli e allenando la mira. Il tutto, se non si hanno obiettivi agonistici, nel pieno rispetto di quell'elogio della lentezza che qui è la prima regola di vita. Non spaventi, dunque, la carabina calibro 22: nella quiete dei boschi di larice, dove spesso lo sguardo si imbatte in caprioli o cervi, possono provare a fare biathlon anche i ragazzini, seguiti da esperti istruttori. Sul versante professionistico, il poligono automatico del Biathlon Martell (l'unico nella parte occidentale dell’Alto Adige) ha visto invece ospitare eventi come i campionati italiani del 2004, la Coppa Europa del 2006, i mondiali giovanili del 2007, la Ibu Cup del 2010 e, domenica scorsa, il Marmotta Trophy, gara valida per la Coppa del mondo. Tra i dodici chilometri di piste per lo sci di fondo, le due piste naturali per lo slittino, le distanze infinite per lo sci alpinismo e gli innumerevoli sentieri per ciaspolate di ogni pendenza e lunghezza, servono ovviamente delle pause ristoro. Nell’agriturismo-caseificio Gandhof (www.gandhof.com) si possono trovare yogurt cremosi da latte intero, latte prodotto secondo norme Bioland, il formaggio a latte crudo della Val Martello, i formaggi molli tipo Camembert. L’agriturismo Niederhof (www.niederhofmartell.com) è invece specializzato nella produzione artigianale di speck, formaggi e soprattutto carne bovina Laugenrind. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

Autore: Gianluigi Negri

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