Valchiavenna tra crotti e cascate

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/06/17/Societa/Foto/NX-VGG-ART-359493-cascateacquafraggia-359479.jpgIn Valtellina si possono fare soste golose nei crotti, gli anfratti naturali dove si conservava il cibo. Ecco le bellezze artistiche e naturali da non perdere, tra una degustazione e l'altra
flaminia giurato (nexta)

La provincia di Sondrio, insieme alla Valtellina e ai territori di Val di Lei e di Livigno, ospita anche la bellissima Valchiavenna. Adagiata come se fosse una Y, si divide in tre zone che sono rispettivamente la Bassa Valchiavenna, che comprende il Piano di Chiavenna con i monti e le valli adiacenti; la seconda è la sua continuazione occidentale, la Valle Spluga e la terza è la sua continuazione orientale, la Val Bregaglia.

Con l’estate che avanza si è sempre in cerca di luoghi freschi, e un’ottima destinazione può essere Borgonuovo di Piuro, situato lungo la SS 37 che da Chiavenna conduce a St. Moritz. Molti non sanno che qui scorre il torrente Acquafraggia  che, dopo aver dato vita ad un lago, supera un dislivello di 1800 metri con vari balzi formando suggestive cascate, chiamate in latino Acqua Fracta, ovvero spezzata da cascate. Dove il torrente si getta nel fiume Mera, presso l’abitato di Borgonuovo, si possono ammirare gli ultimi salti che formano una doppia cascata.

Interessanti sono anche le frazioni montane di Cranna, Savogno e Dasile, raggiungibili risalendo una ripida mulattiera a gradoni che costeggia le cascate stesse con suggestivi punti panoramici: vedere le caratteristiche architettoniche delle case in questi luoghi che si possono raggiungere solo a piedi fa capire al visitatore come era un tempo la vita di montagna.

A Piuro, invece, si erge la magnifica villa rinascimentale, un complesso che comprende Palazzo Vertmate Franchi, una delle più prestigiose ed affascinanti dimore lombarde del Cinquecento, rustici ed un sistema di aree a verde con diversificate caratterizzazioni funzionali. Dalla balconata si gode un'ampia prospettiva sul vigneto, noto per la produzione del Vertemate Vino Passito, il frutteto dominato da un’edera monumentale, l’orto, il giardino all’italiana con peschiera in pietra locale e, nel versante a valle del palazzo, si ammira il castagneto.

Altra esperienza da non trascurare è quella di andare alla scoperta dei crotti, le cavità naturali tipiche della regione. Si tratta di anfratti naturali che penetrano dentro i resti di antiche frane staccatesi in un lontano passato dai versanti della vallata e che mantengono inalterata la temperatura, di circa 8 gradi sia in estate che in inverno, grazie ad una corrente di aria fredda che spira costantemente tra gli spiragli dei massi: ragion per cui i crotti sono stati e sono ancora comunemente usati per conservare cibi, bresaola, formaggi e vini.

A pochi minuti da Chiavenna si scopre l’ambiente semplice e informale del Crotto Quartino, in attività fin dal 1930, che conserva l'antico crotto ancora visitabile. Nella sua piccola cantina vengono ancora oggi conservati formaggi e salumi tipici della valle: si può visitare degustando magari un bicchierino di Liquore alla salvia e Limone, la ricetta esclusiva del Crotto Quartino da più di ottant’anni.

Per un pranzo tradizionale non si possono non provare i caratteristici “sciatt”, in dialetto “rospetti”, frittelline ripiene di formaggio valtellinese, ma anche gnocchetti, costine, polenta taragna, la torta “Fioretto” di antichissima ricetta. Quello che un tempo era un crotto povero oggi è diventato un punto di degustazione e vendita di alcuni dei prodotti che si assaggiano nei menù: gli irresistibili Biscottini di Prost o i formaggi e salumi valchiavennaschi che stagionano al buio.  E dopo la sosta enogastronomica si ritorna al trekking, con il percorso in Val Bregaglia o verso le Cascate dell’Acquafraggia, pronte ad offrire refrigerio durante le calde giornate estive.
Fonte: www.lastampa.it
(Nexta)

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