Valtellina, cieli blu e trenini rossi

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/l/a/la-chiesa-quattrocentesca-della-nativita-di-maria-vergine-di-livigno-si-riflette-nelle-acque-dello-spoumll_153512_407x229.jpgGran Zebrù, Bernina, Disgrazia, Badile: la Valtellina è circondata da una corona di vette che hanno fatto perdere il sonno a generazioni di alpinisti. Ma queste cime e le relative vallate incastrate fra Lombardia, Trentino-Alto Adige e Grigioni svizzeri -, prima di entrare nell’epopea della conquista alpina furono uno da migliaia di emigranti partiti per cercar fortuna lungo il Rio de La Plata.

 


Guidare lungo la sponda comasca del Lario è forse il modo più suggestivo - ma certamente meno rapido rispetto alle comode gallerie della sponda lecchese - per avvicinarsi a queste montagne che oggi vivono di energia idroelettrica e turismo. Il Pian di Spagna, la pianura alluvionale dove sorgono le gigantesche antenne paraboliche della Telespazio (una società specializzata nelle telecomunicazioni via satellite), segna il confine fra le province di Como, Lecco e Sondrio: da un lato si apre la Val Chiavenna, che si inerpica fino ai passi dello Spluga e del Maloja, dall’altro parte la S.S. 38, un anonimo stradone costeggiato dai binari della ColicoTirano, che rappresenta l’unica via d’accesso alla Valtellina.


 

Nel primo tratto della Statale, fra Piantedo e Sondrio, meritano una deviazione la Val Masino e la Val Gerola. La prima, oltre ad avere alcune fra le vie di roccia più spettacolari delle Alpi, si è affermata come patria del «boulder», l’arrampicata sui sassi. Da otto anni, intorno al Sasso Remenno, l’« Ayers rock» europea, si tiene il Melloblocco, il raduno internazionale di questa specialità. La Val Gerola, nella zona di Morbegno, è più indicata per i buongustai.

 

Durante i mesi estivi, infatti, nei «calècc», le strutture in muratura disseminate negli alpeggi, si produce il bitto, il formaggio grasso di latte appena munto (90% di mucca bruna alpina e 10% di capra orobica) che fece innamorare l’anarcogourmet Luigi Veronelli. Superata Sondrio, dove Mario Soldati visse per un mese di ritorno dal Mundial spagnolo scrivendo il suo «Avventura in Valtellina», il dorso delle montagne è lavorato a terrazze e ricoperto di vigneti. È il Nebbiolo locale, qualità Chiavennasca, con cui si producono Sassella, Inferno, Grumello e lo Sfursat, una vendemmia tardiva che raggiunge i 14˚.

 

In mezzo alle vigne c’è Teglio, il castrum romano da cui probabilmente deriva il nome di della valle. A Teglio, dopo aver mangiato un piatto di pizzoccheri (le tagliatelle di grano saraceno condite con burro, bietole e formaggio semigrasso), si possono ammirare gli affreschi del rinascimentale palazzo Besta.
 Continuando lungo il corso del fiume Adda si arriva a Tirano, dove c’è la stazione di partenza del trenino rosso del Bernina. I binari della ferrovia, ultimata nel 1910 e oggi patrimonio mondiale dell’Unesco, sfiorano i gradini del Santuario mariano per poi immergersi fra i larici e i pini della Val Poschiavo fino ai 2257 metri dell’Ospizio Bernina e poi giù di nuovo fino a Saint Moritz.

 

Proseguendo in direzione di Bormio è possibile ammirare la «visione surreale», come scrive la geofilosofa Luisa Bonesio, dei sanatori di Sondalo, dove Vittorio De Sica ambientò «Una breve vacanza» e dove sembra di essere dentro un racconto di Dino Buzzati.

L’alta valle è il regno degli sport invernali e degli «sciatt» (rospi, in dialetto), frittelline di grano saraceno ripiene di formaggio fuso.

 

Da non perdere le piste da sci di Santa Caterina Valfurva, lo shopping extradoganale a Livigno, le terme di Bormio e un bicchiere di Braulio, l’amaro ideato nel 1875 dal farmacista Francesco Peloni con le erbe del monte Stelvio (la ricetta è come quella della Coca Cola: segreta). La storia e la geografia della Valtellina, però, finiscono veramente solo al Passo dello Stelvio (2758 metri), secondo valico automobilistico più alto d’Europa, aperto da maggio a settembre.

 

Dopo aver affrontato i tornanti resi mitici dal Giro d’Italia ci si può rifocillare con un brad wurst senape e crauti, sciare in t-shirt sul ghiacciaio oppure andare a caccia di cimeli arrugginiti fra le trincee della Grande Guerra. ( Fonte: http://viaggi.lastampa.it/articolo/valtellina-cieli-blu-e-trenini-rossi)

Autore: Francesco Moscatelli

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