Verdi contadino, fra la via Emilia e il Po

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/08/16/Societa/Foto/RitagliWeb/abbazia-chiaravalle--330x185.JPGWeek-end su misura sulle tracce
del compositore imprenditore agricolo e gourmand
Rosalba Graglia

C’è un “altro Verdi”, meno conosciuto, da scoprire in quest’anno di celebrazioni per il bicenterario del grande compositore. Che non è stato solo un genio della musica, ma anche, guarda un po’, un imprenditore agricolo appassionato e legatissimo ai suoi luoghi origine. E in quello scampolo di campagne fra la via Emilia e il Po votate alla buona tavola e alla convivialità dove ha creato opere immortali ha pure gestito oltre un migliaio di ettari di poderi.  

 

L’idea di far conoscere il Verdi “contadino” è di Le Terre Traverse, associazione culturale che comprende 15 aziende agricole, fra cascine storiche, ville di campagna e pure un castello, nel cuore  delle terre di Verdi, in quel tratto di pianura tra Piacenza e Parma che comprende luoghi dai nomi evocativi per tutti i fan verdiani :  Battibue, Castello, Colombaie, Busseto , Ronchi, Sant’Agata a Villanova…E in collaborazione anche con Slow Food organizza week-end su misura sulle tracce del Verdi imprenditore agricolo e gourmand in un territorio dove il patrimonio di cultura contadina è particolarmente interessante. 

 

Non tutti sanno che Verdi, uomo di campagna e “goloso raffinato”, investì gran parte degli introiti derivanti dalla musica negli oltre mille ettari di poderi intorno a Villanova sull’Arda e a Besenzone, nei quali coltivava prodotti ancora oggi tipici della bassa pianura. Ed era lui in persona a commissionare lavori, e a seguire personalmente i piani di irrigazione, le macchine per realizzarli, la cura del bestiame. Più di duecento operai erano impegnati nella fabbrica e nel risanamento delle sue cascine. "Sono lavori inutili per me – diceva il Maestro – perché queste fabbriche non faranno che i fondi mi diano un centesimo più di rendita; ma tanto tanto, la gente guadagna, e nel mio villaggio la gente non emigra”.  

 

Così Verdi spazia con analoga passione fra musica e teatri lirici e lavori contadini e i poderi che via via acquisisce – il Pulgaro, Castellazzo, il Cornocchio, Scandolara... - fino a possedere 1.220 ettari di terra. Un inatteso connubio fra creazione artistica e cultura materiale, che si alimentano a vicenda : « Tutte le mie opere, tranne le prime, le ho scritte a Sant’Agata, non derogando mai dalle mie abitudini solitarie e contadine. Dove sono solito vivere, nulla mi può distrarre. Mi ritempravo uscendo solo, per le mie terre, ed occupandomi col massimo piacere di agricoltura ».   

 

Nello stesso spirito « traverso » fra arte e cultura contadina si declina il prossimo week-end verdiano, il 30 e 31 agosto e il 1° settembre (info www.terretraverse.it). E si va dai corsi per imparare a fare il pane con il lievito madre e le farine antiche o per preparare i pisarei e fasò, un classico della cucina di Verdi, alle visite delle cantine di stagionatura dei salumi tipici, dellaLatteria sociale “Lo stallone” di Villanova sull’Arda, del Laboratorio di trasformazione della frutta e verdura nella splendida cascina di fine ’700 dell’azienda agricola “Pizzavacca” di Soarza di Villanova,  di recente premiata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. E poi i musei contadini, l’abbazia di Chiaravalle della Colomba e naturalmente i luoghi del Maestro : la casa natale di Roncole, il Teatro Verdi e il Museo di Casa Barezzi di Busseto, luogo della prima vera formazione musicale ed affettiva, e Villa Verdi, a Sant’Agata di Villanova sull’Arda, la residenza più amata, dove abitò con la seconda moglie Giuseppina Strepponi dal 1851, senza dimenticare Cortemaggiore, la storica cittadina progettata secondo il modello della città ideale di Leon Battista Alberti, luogo d’origine della madre di Verdi, con la Chiesa Collegiata e l’ affresco La vergine degli angeli, chegliispirò l’omonima romanza. 

 

A fare da corollario le cene verdiane con piatti tipici di casa Verdi in caseficici (come lo splendido storico caseificio ottogonale) e cascine, organizzate in collaborazione con Slow-Food Piacenza. E, ciliegina sulla torta, lo « spettacolo di prosa per due attori e un gallo » L’altra Opera. Giuseppe Verdi agricoltore una produzione voluta da Terre Traverse per indagare il rapporto di Verdi con la musica da un lato, e la campagna dall’altro, in una narrazione a due voci dagli attori/autori Roberta Biagiarelli e Sandro Fabiani. Scritta, va da sé, come un libretto d’opera. 

Fonte: www.lastampa.it

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