Vermeer, notte bianca per l'apertura della mostra

http://www.gazzettadiparma.it/resizer/670/400/true/UpkPfA5XLjiewe2IVeD+kOt77vf1HaZHHuulbfvlpyk=--jan_vermeer__la_ragazza_con_lorecchino_di_perla__1665_.JPGAlla vigilia dell’apertura, è salito a 110.000 il numero dei biglietti prevenduti per la mostra bolognese che porta per la prima volta in Italia La Ragazza con l'orecchino di perla, capolavoro di Vermeer diventato un’icona planetaria dell’arte al pari della Gioconda di Leonardo e dell’Urlo di Munch. Allestita a Palazzo Fava, la rassegna più attesa dell’anno si prepara a una prima notte bianca: domani, giorno inaugurale, gli ingressi saranno consentiti dalle 9 del mattino fino all’una di notte (la mostra chiuderà alle due).

«Le prenotazioni continuano a pervenire con un ritmo di 2.000 al giorno», dice Marco Goldin, curatore e patron di Linea d’ombra che ha prodotto l’evento espositivo in collaborazione con la Fondazione Carisbo, Genus Bononiae-Musei nella Città e il Mauritshuis Museum dell’Aia, dove il dipinto di Vermeer è custodito. Il museo olandese, attualmente chiuso in quanto sta ultimando in questi mesi un imponente intervento di restauro, ha infatti mandato in tournee in Giappone e Stati Uniti la meravigliosa tela, insieme ad altri tesori della Golden Age.

Unica tappa Europa de La ragazza con l’orecchino di perla, a Bologna la risposta del pubblico è entusiasta. «Le prenotazioni ci arrivano numerose anche dall’estero, persino dall’Olanda», prosegue Goldin, che è riuscito a organizzare, dal 31 gennaio al 6 febbraio, una settimana di visite esclusive, riservate a piccoli gruppi composti da non più di 25-30 persone. «I gruppi entrati sono 200-300, con grande soddisfazione dei visitatori – ha commentato Goldin – che, quasi in solitudine, hanno potuto restare in mostra un’ora e mezza ciascuno». Prezzo del biglietto decisamente fuori standard (da 40 a 80 a 150
euro), ma con la possibilità di cena o buffet sui tetti di Bologna a fine visita e magari come guida il curatore in persona.

Per andare incontro alle richieste record, gli organizzatori hanno quindi deciso, visti anche gli spazi un pò ridotti del pur bellissimo Palazzo Fava, di ampliare, almeno per il primo giorno di apertura, gli orari di ingresso fino a notte fonda. «Per sabato abbiamo già ricevuto 2.700 prenotazioni – spiega Goldin – e la capienza limitata fa presagire lunghe attese per chi non ha ancora il biglietto». L’ultima fascia prenotabile è quella delle 21.30-21.50, poi entreranno solo i non prenotati, mentre la biglietteria chiuderà all’una di notte.

Se le persone in attesa fuori di Palazzo Fava potranno (a partire dalle ore 21) fruire di un servizio di bevande calde e stuzzichini offerti dall’Associazione Panificatori di Bologna e Provincia, chi invece sarà già all’interno della mostra, nella sala conferenze (con ingresso libero fino a esaurimento dei posti) potrà assistere a una conferenza del curatore sul celebre dipinto.

Domenica gli orari torneranno a essere quelli di sempre, con chiusura alle 21, ma, ha concluso Goldin, «ci diamo quattro o cinque giorni di tempo per capire come vanno i flussi di visitatori. È molto probabile che, per assecondare le moltissime richieste, dal 17 febbraio amplieremo nuovamente gli orari».

Fonte: www.gazzettadiparma.it

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