Verso Monet: Romanticismi e realismi

http://taidepolku.kuopio.fi/haminalahdesta.jpgUna sezione molto importante, perché si colloca in un punto di svolta ormai definitivo dell’intero percorso dedicato alla descrizione della natura. Raccogliendo gli esiti delle esperienze dei due secoli precedenti e proiettandosi verso la rottura definitiva ed epocale dell’impressionismo. Ampio anche nel numero delle opere, una trentina, il capitolo occupa i decenni che vanno dall’apertura del secolo fino agli anni sessanta dell’Ottocento. Lasciando che in sequenza si mostrino prima le sublimi prove romantiche di Friedrich, Turner e Constable tra Germania e Inghilterra, e poi i diversi realismi sia in America che in Europa.Uno strepitoso, e quasi impossibile, prestito dalla Kunsthalle di Amburgo mette Caspar David Friedrich nella posizione di colui che apre l’età romantica in pittura, dentro una luce che è mentale e della natura insieme, mentre tende al senso dell’infinito. Turner e Constable poi modulano il sentimento romantico tra dispersione nel cosmo e invece concentrazione nel quotidiano mille volte percorso e indagato. E il senso del quotidiano, che Constable offre a Corot, segna il punto di passaggio, attraversando il canale della Manica, tra Inghilterra e Francia, nel punto di avvio della cosiddetta scuola di Barbizon. Che assieme a Corot vede in mostra anche gli altri due principali esponenti, Millet e Courbet. Ma in questa parte dedicata ai realismi, si inserisce uno dei motivi di novità dell’intera esposizione: il rapporto che è stato costruito tra le contemporanee esperienze dei pittori meravigliosi della Hudson River School in America – da Church a Bierstadt, da Kensett a Heade – e quelle di vari pittori europei non francesi. Dalla Scandinavia di Von Wright fino all’est Europa di Lotz e Grigorescu, solo per fare alcuni nomi. Nel rapporto tra lo spazio sconfinato americano e quello europeo talvolta più domestico.

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