Viaggio in Cina: una storia millenaria all’origine di un’altra modernità

Da Guilin a Shanghai passando per le città di Hangzhou e Suzhou.

Michele Caracciolo Di Brienza

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Poco distante dal centro della città di Guilin vi sono le Grotte del Flauto di Bamb ù. Si tratta di una serie di grandi grotte calcaree simili alle grotte di Frasassi. Ciò che è interessante notare è che i cinesi, anziché illuminarle con una luce bianca come le grotte di Castellana, abbiano deciso di utilizzare una varietà impressionante di colori tra cui il blu, il blu Cina, il rosso, il giallo e il viola, ottenendo un risultato di dubbio gusto. Ognuna delle sculture create dalla natura è stata interpretata in modo diverso. C’è il sipario, l’organo, persino un vescovo e un immaginario pupazzo di neve. 

Hangzhou fu una delle sette capitali della Cina nel X secolo. Si trova a 140 Km a sudovest di Shanghai sul delta del fiume Yangtze. E’ soprannominata la città dell’acqua. Il suo Lago occidentale la rende un’importante meta turistica ed è considerato un esempio di bellezza paesaggistica, fonte d’ispirazione della poesia classica cinese.   

 

La Pagoda delle Sei Armonie sulla riva del fiume Qiantang è uno dei punti di riferimento di Hangzhou. L’interno della pagoda è di mattoni e l’esterno di legno. E’ alta 60 metri e la sua costruzione risale al 970 d.C. Oltre ad essere un edificio religioso polifunzionale, la pagoda aveva anche la funzione di scacciare i demoni che secondo la superstizione cinese causavano le inondazioni del vicino fiume. 

 

Suzhou è gemellata con Venezia per via dei suoi canali. E’ la quarta città della Cina per reddito pro-capite e circa un quinto della produzione di seta cinese proviene da questa città. I burocrati della dinastia Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911) crearono qui i propri giardini per dei momenti di svago e di riposo. Marco Polo così descrive la città nel suo celeberrimo resoconto di viaggio “Il Milione”: “Sugiu èe una nobile città, e sono idoli al Gran Cane, e moneta hanno di carte. Egli hanno seta, e vivono di mercatanzia e d’arti, e molti drappi di seta fanno, e sono ricchi mercatanti. […]”.  

 

Il Giardino dell’Umile Amministratore è uno di quelli conservati meglio di Suzhou. L’armonia di acqua, boschetti di bambù e fiori di loto è perfetta. Suzhou è famosa appunto per i suoi giardini e ben nove sono protetti dall’UNESCO. La creazione dei giardini avvenne anche con l’aiuto di pittori. Questo in particolare è dedicato alla politica dell’umile amministratore. Il proprietario era un alto funzionario imperiale che, dopo aver passato anni tra intrighi di potere, si ritirò qui e completò il giardino in sedici anni. Il figlio lo perse al gioco in una sola notte. La pittura, la poesia e la calligrafia si sovrappongono. In cinese, infatti, non si dice “guardare un quadro” ma “leggere un quadro” e spesso si tratta di rotoli con ideogrammi e disegni con più punti di fuga. All’interno del giardino sorgono dei padiglioni con il mobilio originale in legno di palissandro.  

Il Giardino del Maestro delle Reti è più piccolo del precedente. Occupa circa 4'000 m² ed è un capolavoro nel suo genere. I protagonisti sono anche qui l’acqua, le pietre e la natura.  

 

Shanghai è una città straordinaria con la sua architettura modernista di vetro e acciaio della zona di Pudong e gli edifici déco del Bund risalenti all’epoca delle concessioni. La città è divisa in due zone dal fiume Huangpu: Puxi e Pudong. Ha in tutto 23 milioni di abitanti e in Cina ci sono ben quaranta città che superano i dieci milioni di abitanti.  

 

I grattacieli di Pudong sono stati costruiti negli ultimi vent’anni e sono una prova lampante dello sviluppo rapidissimo di questo paese. Nel 1840 Shanghai era un piccolo borgo di pescatori dato in concessione agli europei e agli americani dopo la guerra dell’oppio (1839- 1842 e 1856-1860). Oggi è uno dei maggiori centri economici mondiali. Alle 23.00 in punto tutti i giochi di luce vengono spenti per risparmiare energia. Tuttavia, l’atmosfera da Blade Runner rimane e i cavalcavia sono illuminati di blu. 

 

Il Tempio del Budda di Giada a Shanghaifu costruito tra il 1911 e il 1918 e custodisce due preziose statue di Buddha interamente di giada bianca. Sono le uniche superstiti di un gruppo di cinque che fu dato in regalo da un monaco buddista birmano ad un monaco cinese. Il Giardino del Mandarino, creato dalla famiglia Pan, funzionari della dinastia Ming, richiese diciotto anni di lavori (1559-1577). Fu distrutto nel 1842 durante la guerra dell’oppio e poi risistemato. E’ un esempio dell’arte dei giardini dell’epoca Ming simile a quelli visitati a Suzhou.  

 

Il Museo dell’urbanistica di Shanghai contiene un plastico dalle dimensioni impressionanti che riproduce la Shanghai del 2049. E’ in fase di attuazione un piano urbanistico di mezzo secolo.  

Lì vicino si trova anche l’edificio che ospita il Museo di Shanghai. Ha la forma di un antico calderone in bronzo e custodisce una delle maggiori collezioni d’arte della Cina: bronzi, ceramiche e dipinti di diverse epoche. 

 

Via Nanchino è la strada pedonale dei negozi di lusso di Shanghai ed è l’equivalente della Fifth Avenue di New York. Le luminarie notturne di questa magnifica via pedonale sono paragonabili a quelle di Piccadilly a Londra e sono un’eccezione. Nel resto del paese la cartellonistica pubblicitaria ha un suo stile particolare. Qui siamo nel regno del segno, infatti, gli ideogrammi spesso predominano sulla fotografia.  

 

Come hanno fatto le aziende occidentali ad adattarsi alla cultura e al mercato cinese? Un esempio: la Coca Cola. Nel logo adattato per la Cina ci sono tra gli altri due segni quadrati che vogliono dire sia “entrata” sia “bocca”. Il nome Coca Cola si pronuncia in cinese in un modo molto simile a come lo si legge in Occidente e vuol dire in realtà “gustosa e che dà gioia”. Molte case automobilistiche hanno adattato il loro marchio alla cultura cinese. Ad esempio, la Citroën è stata rinominata “Il dragone sacro”, mentre la Volkswagen non poteva che essere “l’auto del popolo”. 

 

L’edilizia residenziale è in scala gigantesca. Ci sono condomini che superano i venti piani e i cantieri aperti sono numerosissimi.  Il paese è sospeso tra il suo passato millenario ed un’avveniristica modernità. Il treno a levitazione magnetica che fa la spola tra il centro di Shanghai e l’aeroporto percorre la distanza di 30 Km in sette minuti ad una velocità di punta di 430 Km all’ora. Sono stati realizzati vari prototipi ma questo è uno dei pochi al mondo ad essere funzionante.  

 

Il nostro viaggio in Cina è giunto a conclusione. E’ stato intenso e ne è valsa la pena. Si viene in Cina alla ricerca di risposte e invece alla fine si ritorna a casa con altre domande. Il centro del mondo si sta spostando qui o forse, potremmo dire, dopo tutto quello che abbiamo visto, che ci sta ritornando. Per certi versi ci imitano e la sintesi è qualcosa di nuovo, di diverso, è un’altra modernità. Il fascino dell’Asia e la sua grande varietà dipendono proprio da questo. 

Fonte: www.lastampa.it

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