Viaggio in Israele: tra un bagno nel Mar Morto e i rotoli di Qumran

http://www.mentelocale.it/img_contenuti/chiara.pieri/grandi/Qumran_G.jpgOggi inizia una giornata impegnativa e piena di aspettative. David Racah lo aveva annunciato: «ci sono luoghi dove si sente la terra fremere di energia», e le tappe odierne sono un bagno nella storia più remota accompagnata dalla scoperta di un sapere mistico, che sa parlare anche agli uomini di oggi. Un bagno d'acqua però ci sarà, nel Mar Morto: il lago più salato del mondo.

 

La prima tappa è Qumran, dove sono stati trovati i famosi rotoli del Mar Morto. Qui vissero gli esseni, una comunità ebraica che era dedita allo studio di testi esoterici. Vittorio Di Cesare, la nostra guida, racconta che è possibile che l'ebreo Giovanni il Battista sia entrato in contatto con questa comunità e che tramite lui, l'insegnamento degli esseni fu trasmesso a Gesù. Il tema della Luce - ad esempio - è tanto importante per gli esseni che si chiameranno figli della luce; cosa che ritroviamo anche nel Vangelo di Giovanni.

 

La cosa straordinaria è che in questo luogo nel 1947, furono trovati dei manoscritti biblici in ebraico, aramaico e greco che datano 150 a.C. Una testimonianza storica e religiosa di grande importanza. Questi rotoli possono definirsi il primo libro della storia dell'umanità. Non a caso ora sono conservati nel Santuario del Libro presso il Museo d'Israele a Gerusalemme, che andremo a vedere quando arriveremo in città.

 

Prima di affrontare la seconda tappa, la fortezza di Masada, ci ristoreremo con un bagno nel Mar Morto. Qui è impossibile andare a fondo: l'acqua con la salinità a oltre il 30%, acquista una densità che fa galleggiare tutti. Il problema è che guai a nuotare. Non bisogna bagnarsi gli occhi: si rischiano forti bruciature.

 

A Masada, davanti al Mar Morto, saliamo - con una teleferica - su un altipiano roccioso che fa parte di una catena montuosa del deserto della Giudea, ma ha la caratteristica di essere isolato dalle altre montagne. Se non si usa la teleferica si può salire a piedi, sfidando sole, caldo e fatica, attraverso lo snake path, il sentiero del serpente.

 

Su questa montagna venne l'idea ad Erode il Grande, nel primo secolo a.C., di costruire la sua residenza - fortezza inespugnabile. In uno scenario grandioso si è svolta una delle battaglie più epiche della storia antica: nell'anno 70 d.C. l'esercito romano riuscì con un assedio a penetrare nella fortezza costruendo una rampa, visibile ancora oggi, su cui spingere un ariete utile a sfondare le alte mura di protezione. All'interno trovarono tutta la comunità ebraica degli Zeloti, morti. Piuttosto di cadere in mano nemica preferirono darsi la morte. Gli Zeloti si erano impossessati dalla roccaforte nel 66 a.C. durante la guerra degli ebrei contro Roma.

 

Lo scenario che abbiamo davanti agli occhi dalla cima dell'altipiano è grandioso. In basso sono visibili gli scavi che hanno riportato alla luce gli accampamenti romani durante l'assedio. Nella zona della rampa si può osservare anche una catapulta, ma quella è stata lasciata dalla troupe cinematografica che raccontò quella battaglia in un film del 1981: Masada, di Boris Sagal con Peter O'Toole.

 

La giornata è caldissima: si registrano 43 gradi all'ombra, ma la voglia di guardare non si arresta e ogni anfratto della antica residenza è una scoperta. Le costruzioni progettate da Erode il Grande erano una vera e propria reggia. Là su quella montagna in mezzo al deserto si trovano ancora dei mosaici e pareti dipinte come nelle più belle case dell'antica Roma. Impressionante. Uno scavo archeologico unico al mondo. Masada è diventata il simbolo stesso dell'entità nazionale ebraica.

 

Lo spettacolo della giornata non è ancora terminato; dopo Masada la tappa che ci attende è quella Mitzpe Ramon: una vastissima depressione naturale, lunga 45 km e larga 8, nel deserto del Neghev. La cittadina che prende il nome di Mitzpe Ramon, dal cratere Ramon, dove c'è il belvedere per ammirare questo spettacolo della natura primordiale, sembra una città fantasma: oggi è sabato e lo shabbat ebraico ferma ogni attività.

 

In Israele il venerdì si fermano i musulmani, il sabato gli ebrei e la domenica i cristiani; se programmate un viaggio tenete presente queste situazioni. Per lo shabbat gli ebrei non schiacciano neppure il bottone dell'ascensore. David ci spiega che, al di là della credenza religiosa, questo distacco dalla quotidianità è utile anche per riprendere il dominio di sé. «Molte cose che usiamo ogni giorno senza che ce ne accorgiamo ci rendono schiavi: ecco come riaffermare il nostro potere sulle cose».

 

A Mitzpe Ramon osservando il grande vuoto naturale nella sua maestosità, facciamo l'esperienza del silenzio. Sull'orlo di questo grande spazio, dove non esiste traccia dell'uomo, il pensiero con la sensazione di annullamento trova un'armonia con il tutto. Il nostro ego è davvero una cosa piccola. Un kibbutz, Mashabè Sadè, nel deserto del Neghev ci attende per la cena e il pernottamento. Domani saremo a Gerusalemme. ( Fonte: www.mentelocale.it/ Autore: Giorgio Boratto)

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