Visita al Castello di Predjama ( Slovenia)

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In alto, addossato alla parete rocciosa, accessibile solo da un lato, domina sul sottostante paesaggio il Castello di Predjama. Il suo aspetto odierno è rinascimentale, ma a quale periodo risale la prima costruzione si deduce dallo stemma dei suoi proprietari d’allora, i Kobenzl, che porta incisa la data 1583. All’interno della costruzione attuale si cela il suo primo nucleo – l’originale castello nella caverna, la tana inespugnabile.

 

Secondo le fonti storiche, il castello esisteva già nel secolo XIII, può darsi anche prima. Il castello era gestito dagli Jamski che, a loro volta, dipendevano dalla gastaldia d’Aquileia.

 

Il castello godeva la cattiva fama di covo di briganti già prima di Erazem Jamski (Lueg), discendente dei vassalli di Gorizia, cavalieri di Lienz. Dopo gli Jamski, il castello fu gestito da Adam Purgstaller. Dal 1957 appartenne ai Kobenzl, che lo ricostruirono. Gli ultimi proprietari nobili furono, dal 1846 al 1945, i conti Windischgrätz ed anche loro modificarono l’aspetto esteriore del castello.

 

Vecchi dipinti e descrizioni – in particolare quelli degli ultimi duecento anni – testimoniano che il Castello di Predjama era visitato e ammirato da persone che non temevano né i pericoli lungo la strada né l’impervio accesso.

 

La Grotta sotto il Castello

La grotta sotto il Castello di Predjama si articola in più piani ed ha più ingressi. La visita esige dai visitatori una buona dose di coraggio e di forma fisica per potersi arrampicare e calare lungo i tratti che conducono nel sottosuolo, illuminato soltanto dalle lampade portatili.

 

Nella Grotta sotto il Castello di Predjama si può entrare attraverso tre ingressi. Il più noto è quello tramite la Scuderia, dove sono state trovate tracce del periodo neolitico e dell’età del rame, ed anche quelle del periodo romano. Si prosegue, poi, fino alla Galleria principale. Un suo interessante particolare è la Galleria dei Nomi, con le firme dei visitatori conservate sulle pareti dal XVI secolo in poi, che collega la Galleria principale con la Fiženca, che dall’ingresso sopra il castello scende 600 metri in profondità.

Grazie alla sua posizione e alla favorevole temperatura è popolata da interessanti abitanti – i pipistrelli che vi svernano.

Perciò, d’inverno, non si può entrare nella grotta. Lo stretto cunicolo d’Erasmo, lungo 37 m, un tempo murato e oggi riaperto alle visite, esige qualche nozione d’alpinismo e un’attrezzatura adeguata.

 

Dalla Grande sala i visitatori più intrepidi possono avventurarsi, in compagnia della guida, tramite la Grotta antica fino alla Buca del Vento, attraverso il passaggio artificiale nella Sala Nera oppure lungo la Galleria orientale fino al sifone della Belščica.

 

Erasmo della Caverna

Erasmo di Lueg, che nel secolo XV si oppose all’esercito imperiale dalla sua fortezza incassata nella roccia, entrò nella leggenda poco dopo la sua tragica morte. Questo episodio è stato diverse volte descritto nella letteratura e raffigurato nei dipinti.

 

Lo sfondo storico della storia invece rivela che il cavaliere si attirò l’ira della corte imperiale per due ragioni: per aver assassinato un parente dell’imperatore e aver stretto alleanza con gli avversari ungheresi dell’imperatore. Scappato in Carniola, commette altri atti di brigantaggio per cui cade in disgrazia presso la corte imperiale e viene perseguitato dal Capitano di Trieste Gaspare Rauber. Questi, per costringerlo alla resa, assedia per mesi il castello (nell’inverno e nella primavera del 1484), subendo diverse volte l’affronto umiliante e derisorio dei regali gettatigli da Erasmo: carne, pesce e perfino ciliegie, approvvigionamenti che il cavaliere ribelle faceva introdurre nel castello tramite un cunicolo segreto. Solo dopo aver corrotto un messaggero, Rauber riesce a sconfiggere Erasmo e mandarlo all’altro mondo con un preciso colpo di cannone.

 

Che la leggenda sia ancora viva ed in ugual misura interessante, lo prova l’interesse mostrato ogni anno dai visitatori per la giostra cavalleresca che porta il nome di Erasmo. ( Fonte: http://www.turizem-kras.si)

Revisione testo/ editing: Angelo Marcotti

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