" Volano gli aquiloni a Fuerteventura" di Luca Bergamin

http://viaggi.lastampa.it/fnts/viaggi-lastampa/immagini/resized/s/p/spiaggia-e-mare-dii-fuerteventura_176885_407x229.jpgGli spagnoli le chiamano cometas, del resto la loro apparizione permea il cielo di incanto e di colori. Soprattutto se gli aquiloni vengono fatti volteggiare nel Parco delle dune di Fuerteventura, uno scenario di sinuose colline di sabbia spettinate e rimodellate dal vento, che si affacciano sullo oceano trasparente e turchese che bagna l'isola più antica e più vasta dell'arcipelago canario. Il festival internazionale, in programma dal 10 al 13 novembre alle Dunas de Corralejo, è solito richiamare i migliori protagonisti-artistidelle cometas che poi, insieme agli spettatori, si tuffano in acqua per festeggiare l'evento oppure prendono la barca per raggiungere l'isola dei lupi nello stretto della Bocaina dove il figlio dell'ultimo guardiano del faro prepara sontuosi barbecue. Fuerteventura spazzata dai venti caldi africani, con la sua forma di pesce, è uno scrigno di tesori che i pirati berberi nei secoli passati appetivano.

Boschi di tamerici, palmeti verdeggianti quali Vega de rio Palmas, lungo i 140 km che vanno da Corralejo a Punta de Jandia, a bordo di una jeep si scopre il gusto di avventurarsi in litorali solitari e selvaggi, come El Saladar, la spiaggia nel borgo di pescatori di El Cotillo – splendido l'ottocentesco faro del Toston trasformato in museo della pesca design style, Sotavento e Cofete ove la sabbia allunga la sua lingua sin dentro il mare disegnando serpenti di sottile arena. Una manna per gli amanti del kite e del wind surf è appunto la costa eufemisticamente chiamata “calma” dove si scatenano piroettando in aria, per poi riposarsi a Morro Jable mangiando pesce nei piccoli ristoranti a conduzione familiare adagiati sul promontorio roccioso in questo villaggio dalle case bianche. Escursionisti e appassionati di botanica percorrono invece i sentieri di trekking che si dipanano da Pajara alla ricerca del cardoncillo de jandia, una specie endemica di rara bellezza. Mulini maschi e mulini femmina punteggiano il paesaggio del berbero pittoresco borgo di Tuineje, insieme ai “taros” dove viene stagionato il formaggio di capra majorero, poco lontano dalle spiagge nere di Grana Tarajal, all'ombra del monte Tamasite, e dalla Caldera de Gairia e dei Cuchillos de Vigan.

I coni vulcanici e i tappetti di lava solidficata chiamati malpais caratterizzano tutto il paesaggio di Fuerteventura, specialmente la Montaña de Tindaya nelle cui viscere vi sono caverne scavate dal magma in cui si può persino passeggiare per oltre 600 metri di lunghezza – è il caso della Grotta del Llano -, mentre un sentiero di 5 km in un paesaggio lunare conduce sin sulla bocca del Calderon Hondo da cui si gode una vista emozionante su tutta l'isola. Per poi pranzare al ristorante El Horno di Oliva assaggiando la farina di gofio, prodotta nei mulini a vento di Antigua, col formaggio di capra, e il capretto alla brace. A Betancuria, invece, capitale dell'isola per cinquecento anni, che si raggiunge dopo aver valicato un acrocoro aspro e rugoso, si scoprono la chiesa di S. Anna e il museo di Archeologia dove sono esposti reperti dell'estinta civiltà dei majos. Talvolta capita, però, a Puerto del Rosario, di imbattersi in processioni dove gli abitanti indossano costumi tradizionali e sfilano su carrozze trainate dai buoi per le vie del borgo, destando l'incanto di surfisti e turisti. Come l'apparizione di una cometa o di un aquilone nel cielo di Fuerteventura. ( Fonte: www.lastampa.it)

Informazioni utili

L'isola delle Canarie si raggiunge con volo di Vueling facendo scalo a Madrid (www.vueling.com). L'ufficio del turismo di Corralejo si può contattare al numero telefonico 928866235, www.fuerteventuraturismo.com. L'ufficio spagnolo del turismo in Italia si trova in via Broletto 19 a Milano (tel. 02.72004617) e in via del Mortaro 19 interno 5 a Roma (tel. 06.6783106), www.turismospagnolo.it

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