Week end d’amore con fantasmi al Castello Orsini

http://www.lastampa.it/rf/image_lowres/Pub/p3/2013/02/15/Societa/Foto/RitagliWeb/Castello_Orsini--330x185.JPGIl maniero, eretto nel X secolo sopra la sommità di una verde collina, è il luogo ideale per essere romantici

Luca Bergamin

E’ stata per secoli l’alcova “segreta”, celata dalla fitta trama di ulivi argentati di Nerola, in Sabina, degli Orsini, dei Lante Della Rovere e dei Barberini, oltre che dei Borgia, famiglie che diedero principi, papi e anche... scandali alle cronache delle varie epoche. Oggi il Castello Orsini, eretto nel X secolo sopra la sommità di una verde collina, “adagiato” fiabescamente in uno scenario bucolico di incomparabile bellezza, cantato anche dal poeta latino Orazio, è il luogo ideale per trascorrere tanti week end romantici. Gli interni di questo maniero sono arredati con mobili originali risalenti al ’600 dagli inginocchiatoi ai forzieri, dalla collezione di serrature medioevali esposte nelle teche, sino alle mantelle cardinalizie, insieme alle stanze decorate e ai soffitti lignei. 

Tra le sue sale affrescate, è celeberrima quella dello Scrigno, in cui da secoli le coppie sono solite scambiarsi le promesse di matrimonio, oltre alla Stanza del Principe col suo letto a baldacchino, intorno al quale nelle notti buie e tempestose, sono soliti riunirsi inafferrabili presenze. Fantasmi? Sembrerebbe proprio di sì, in particolare quello di Anne Marie De La Tremouille, sposa nel 1675 di Flavio Orsini, Duca di Bracciano, che alla morte del consorte, sarebbe diventata una delle più ammirate rappresentati dell’alta società parigina. Innamorata delle arance e del loro profumo, Anne lanciò la moda di un’essenza che in onore del Castello ove aveva inventato questa nuova essenza, fu chiamata Nerolì. Oggi, nella beauty farm del Castello Orsini, è possibile sottoporsi a trattamenti per il corpo e a massaggi basati proprio su questo olio profumato.  

Il percorso di scoperta del maniero appartenuto agli Orsini si snoda tra il Salotto dei Cristalli, il Salotto del Tavolo d’Oro, la Terrazza Garibaldi dove un manipolo di giubbe rosse si scontrò con l’esercito papale uscendone sconfitto, sino alle cucine dai forni in pietra ove adesso si consuma la cena. Il vero capolavoro è la Cappella in cui affreschi originali del ’400 raffigurano San Sebastiano e San Giorgio alle prese col drago. Per godere la brezza della valle del Tevere e il paesaggio dei Monti Lucretili si può passeggiare intorno al perimetro delle mura, per poi uscire e andare alla scoperta del territorio circostante, ricco di suggestioni bucoliche. 

La meta più ambita è l’Abbazia benedettina di Farfa che fu eretta ai piedi del Monte Acuziano nel VI secolo e fu visitata anche da Carlo Magno, che vi raccolse in preghiera sulla via per Roma dove sarebbe stato di lì a poco incoronato. Tra i suoi reperti più importanti, vi sono il Cippo di Cures, esempio di epigrafia sabina su pietra, un cofanetto in avorio di scuola amalfitana, tavole opistografe e dipinti cinquecenteschi. All’interno dell’erboristeria, i monaci vendono le creme alla propoli e agli artigli del diavolo che realizzano personalmente, oltre ai loro prelibati dolciumi. Compiendo un viaggio on the road in Sabina si possono fare picnic tra gli ulivi, e sedersi all’ombra dell’albero ritenuto il più vetusto del Vecchio Continente che si trova a Canneto nella tenuta dei fratelli Bertini: secondo la leggenda a piantare questo ulivo sarebbe stato addirittura il re di Roma Numa Pompilio, ma è più verosimile che la sua età si aggiri intorno ai mille anni.  

Un altro luogo da scoprire è il Castello di Rocca Sinibalda lungo la riva del Lago di Turano eretto nel XVI secolo, una fortezza dai quattro possenti bastioni formanti un torrione quadrato che ne rivela lo scopo militare. Anche Rieti, con la grotta di Greccio, la Cattedrale di S. Maria, Palazzo Vecchiarelli e il Teatro Flavio Vespasiano affrescato da Giulio Rolland, è una destinazione facile da raggiungere per chi sceglie di abbondarsi alle piacevolezze di un fine settimana tra le mura del romantico Castello Orsini (tel. 0774.683272, www.castelloorsini.it )

Fonte: www.lastampa.it

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